Galatea Belga Broderies

Bienvenue sur mon blog . Un peu de ma vie mais pas nécessairement le plus essentiel…

1 janvier, 2016

Preferiamo vivere in « nero  » ?

Classé dans : In italiano,Journal,Liens,Life,Un peu de moi... — galatea @ 22:49

 

 

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Il primo giorno dell’anno, con tutti i rituali e le attese che si creano in ognuno di noi, finisce anche per diventare anche il giorno dei bilanci e della voglia di cambiamento, non solo a livello personale, ma anche come esseri che facciamo parte di famiglie, di comunità.Leggendo alcuni post, qui su Castel Leone, la sensazione di melanconia che mi ha pervaso in questi giorni è diventata quasi autentica tristezza. Anch’io come Rosalba , Maria Carmen vedo ancora una volta ripresentarsi un fenomeno molto diffuso : la scarsissima partecipazione dei tanti , le lamentele di tutti e la voglia di cambiare -davvero – le cose di pochi. Ogni volta che mi capita di condividere questo genere di riflessioni tra i castiglionesi- ma anche altrove- una delle risposte che ricevo è : troppi impegni , non riusciamo a conciliare vita lavorativa e familiare con altro …Stasera io mi chiedo: come può qualsiasi villaggio, paese, città , nazione… diventare più vivibile, sviluppato e generatore di futuro se i suoi abitanti non mettono a disposizione -ciascuno di loro – un po’ del proprio tempo, sapere, creatività, entusiasmo e generosità ? In fondo, le nostre società prosperano grazie al contributo economico di ogni abitante , attraverso le tasse , più o meno pagate, secondo i nostri redditi… Ma allora, da un punto di vista sociale, della cooperazione , dello stare insieme per goderci dei momenti sereni e di festa o per migliorare le cose che non vanno attraverso la consultazione, la riflessione comune…siamo forse tutti degi esseri sociali che amano vivere  » in nero  » ??? cioè senza mai contribuire ?? Spero proprio di no e auguro a tutti un nuovo anno , felice, bello e anche responsabile …:-)

6 décembre, 2015

Mésaubes *

Classé dans : 2017,Amore,In italiano,Les autres,Liens,Life,Un peu de moi... — galatea @ 15:16

 

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Mon aube a le café en bouche
des rendez-vous derrière un nuage
des oliviers gardiens des siècles
qui font hommage à mes divagations

Au passage somnolent de la nuit
l’aube saisit les rênes avec douceur
prépare la scène avec les bises
et mets ses touches de pâle loueur

Pendant que j’ ouvre mon écrin à mots
laissant libres des instants parfaits
mésaubes* affluent avec leur promesses
mais puis le jourrt ma vie en pause
barbouillent rigides
tranchent austères
mes minces espoirs et mes rêves dorés .

Mèsaubes* nèologisme: des Aubes entre les couches du la vie

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Je passe toujours vite

Je passe

sur la  pointe de pieds

haletante

 toujours  affamée

Un jour,  j’ai perdu ma vie

engloutie

par mon envie de vivre

Tu sais,  je passe , heureuse

chaque instant

guidée par  mon point de dédition

et confuse entre mille inspirations

perdue et ravie de me dissoudre

°°°°°°

 Les Etres sans qualité

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Restez comme vous êtes
mielleux, surnois, perfides…

Remettez en place
de votre théâtre les personnages
d’un monde qui pue
vos maintes versions d’un Ego qui tue.

Vous avez le don de faire comprendre
que dans ce monde
la liberté se cache mal
derrière un masque, même si en or
et dans les derives sans revolution.

Un jour, peut-être, vous comprendrez
que vos insanités, ont juste aidé
des etres faibles sans dignité
et que votre route pour le respect
et un brin de comprehension
est derrière la porte de la sincérité.

Restez comme vous êtes
pauvres valets de vos pulsions
vos mots fumet sont le pamphlet
d’une vérité empreignée de haine
les fins portraits d’ écrivallions.

t/2/2017

Maryline sort de l’oubli

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dans la gorge
un cailloux lourd de mélancolie
elle parcourt les ruelles vides
du vieux quartier couvert de lierre
dans les entrailles de la roche de grés

l’ancien chateau, remplis de trous
est l’incertaine ombre
les perfuseur des gouttes d’ orgueil
du regard bleu de Maryline

sur son balcon
des gobelets , arbres d’amour
sont ses offrandes
à son village qui va mourir

derrière l’écran, douce Maryline
femme crevée par la fatigue
si mal payée
femme couverte de solitude
demenageable de cette vie
avec un geste ou le souffle
trompeur d’une enieme brise de °coolitude

toute la nuit, faible Maryline
envoie des cris
images belles de la vallée
et son sourire, signé tristesse
pour arracher un j’aime distrait
aux chasseurs d’âmes
faussement polis
à des amis
pour l’amplitude d’un long click

*Nèologisme: froideur entre les humains

A’ Francy, nouvelle amie de Facebook

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L’ombre

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Ce matin aussi, en se réveillant , elle a enfourché ce 7 février 2016 sans trop regarder l’agenda du jour, comme souvent
S’il faut se plonger les hésitations aident peu.
Persuadée, depuis son enfance d’avoir un’ assistance spéciale , elle a parcouru les routes de sa vie avec toutes les modulations de la peur ou de l’insécurité, persuadée que la réussite l’attendait et que rien pouvait la rendre absolument faible parmi les humains.

Elle a traduit pas mal de rêves en réalité et les expansions mentales ont suivi les mêmes parcours: plongée hasardeuse, effort total pour s’en sortir et enfin, ponctuellement, gagner une autre rive.

Toutes ses relations ont été , intérieurement enveloppées par un bouclier d’affection des sa naissance , au moins c’est cela qu’elle a cru ressentir.

La fille solaire, celle qui peut donner ayant si tant reçu, la femme qui n’ a pas besoin de se protéger car le vrai vide, l’abysse de la solitude sentimentale lui est inconnu, n’a jamais touché la réalité corporelle de cette protection.
Elle n’a jamais entendu la voix la rassurer avec des promesse et des attentions manifestée.

Elle a donc ouvert sa vie au monde , aux autres en utilisant un patrimoine qui était comme un titre bancaire toxique, qu’elle a échangé jour après jour pour maintenir ses rapports , donner de l’aide, pleurer à coté des sans amour.

Elle a osé, vécu, , goûté en plein cette vie avec la conviction formidable d’être une chanceuse, la chanceuse et peut être elle l’est devenue vraiment, mais sans l’aide du vrai amour.

 

 

 

 

 

 

la Decorante

 

 

 

 

 

 

 

 

ancora qualche ghirlanda
attorcigliata
sull’albero della pazienza
le luci
rosse
illumineranno con luccichii la rabbia
questa lunga notte di dicembre

domani arriverà un altro
freddo giorno
sarà un Natale ripieno di doveri
e spero soffi
qualche brezza di speranza

 

 

24 dicembre 2015

 

 

 

 

 

 

 

amore di coppia

 

 

Trasformati, rimodellati

da onde inquiete o riposanti

ci ritroviamo ancora insieme

specchi, senza fumi

dei nostri volti

dei nostri pensieri

 

Desideriamo andare avanti

complici amanti, amici sinceri

verso un futuro di concretezze

belle attenzioni

e un surplus di azioni amore

per questo mondo che ci ha permesso

di fare nascere la nostra unione

 

 

 

E un po’ di profumo dei nostri anni…:-)

 

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6 dicembre 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma Castiglione ha un vivaio, una fucina…

dove creare il suo futuro ?
Per fortuna che oggi esiste Facebook!
Almeno, ora, in frazioni come Mitogio, puó arrivare qualche notizia, di quanto avviene durante i Consigli comunali o di come va nel nostro capoluogo.

Sappiamo che c’é la crisi economica, profonda, estesa e che nessuno riesce ancora a trovare i veri rimedi.
In effetti per noi, abitanti di un Sud mal collegato, mal gestito e mai abituato a partecipare attivamente alla gestione della vita pubblica il momento della risalita appare ancora più lontano.

A Castiglione, i problemi che sentiamo elencare ogni giorno dagli esperti sono ancora più macroscopici.

Da anni,i giovani, che potrebbero smuovere le situazioni stagnanti e complesse, se ne vanno in modo ormai quasi naturale.
Lo fanno perché desiderosi di realizzare la loro voglia di conoscere il mondo, di mettere a frutto le loro capacità e… perché cresciuti con l’idea che Castiglione puó e deve essere trasformato, divenire luogo di attività produttiva da chissà chi…

Diciamocelo con franchezza, quanti sono i cittadini che si riuniscono,focalizzano un problema , cercano di risolverlo, quanti si rivolgono alle agenzie che potrebbero aiutare nella creazione di nuove micro aziende, coltivazioni alternative, creazione di servizi utili per il nostro tipo di territorio con popolazione soprattutto anziana?
Esistono agenzie importanti che ancora potrebbero permettere l’accesso a fondi significativi per imprenditoria giovanile , dare idee di dove cercare altre informazioni, ma chi ne usufruisce e come ?

A volte capita di vedere mettere in evidenza aspetti significativi del nostro patrimonio culturale.
Putroppo, ció che si realizza alla fine é il solito percorso improduttivo che agita le acque solo intorno ai protagonisti che, giustamente, intascano i quattrini per aver creato l ‘evento, invitato gli esperti…ma con una condivisione educativa e promozionale del territorio assolutamente inefficace.

Le pubblicazioni culturali sul nostro patrimonio artistico e culturale, in generale, sono apprezzabili, esse diventano però un costo eccessivo, e forse inutile, se non servono a far aumentare il numero di giovani consapevoli e più disposti a investire in questa realtà per il loro futuro di lavoratori e imprenditori.

Quando é il momento delle elezioni a Castiglione si accendono dei piccoli fuochi.

Ritornano in piazza gli esperti collaudati della politica locale. Cresciuti con l’obbligo del sentimento di divisione.
Per autentica mancanza di materiale umano, vengono spinti a competere anche persone oneste ma lontane dalla mentalità della politica.
Puó capitare quindi che venga scelta ad amministrare una squadra di cittadini più o meno volenterosi, poco allenati e avvezzi alle necessità e complicazioni delle costanti emergenze…
E il nostro Comune langue, malgrado la buona volontà di alcuni.

I problemi si accumulano, tra problemi generali e altri tutti tipicamente generati dal vivere la nostra realtà con indifferenza, delegando distrattamente o per difendere un proprio interesse, chiedendo, poi a gran voce, di eliminare subito i problemi accumulati con decenni di mala amministrazione.

Ci sono contribuenti che non hanno pagato bollette Enel , acqua e altro, per somme cospicue.
Difficilmente, nel passato questi debitori hanno sentito sul collo il fiato degli esattori.
Adesso, con la fragilità economica di tutte le famiglie e di quelle sparute attività che sopravvivono,sarebbe indispensabile essere impietosi e veloci nel riscuotere il dovuto…

E’ inutile ricordare gli errori, gravi, del passato, lo so bene. Ma sappiamo anche che per non ripetere gli stessi errori qualche volta è illuminante andare a rivedere il già fatto, la nostra storia locale.

Per me, ancora oggi, sono inaccettabili le negligenze di altri tempi e non vorrei che si continuasse allo stesso modo.

Mi vengono in mente l’oblio di generazioni di nostri ragazzi che, chiusa la scuola elementare locale , cominciarono ad essere iscritti tra Motta e Gaggi perché quei comuni,piú attenti, hanno immediatamente predisposto i pulmini necessari per il loro trasporto.

Da allora, i nostri giovani (tutti arrivati alla laurea!) hanno stabilito legami e consuetudini amichevoli non con altri giovani castiglionesi, ma con francavillesi, mottesi e gaggesi.
Cosi nelle frazioni è difficile trovare identità/orgoglio di appartenenza alla realtà castiglionese.
Inutile citare il trasporto predisposto si ,ma troppo tardi quando ormai i flussi erano stati diretti altrove e nessuno si è mai impegnato per ricollegare ,per esempio, Gravà e Mitogio con il completamento della strada sp81.

E che dire poi di quei i presepi design, delle feste tradizionali condite con presenze canore costose,che dire degli interventi di manutenzione da sceicchi arabi, etc, il tutto con la gioia e la coscienza a posto di chi favorisce l’amico imprenditore, altri, dimenticandosi che la nostra realtà è abitata da disoccupati, non abbienti con figli, pensionati al limite della povertà.

In quegli anni, a parte certi fuochi d’artificio momentanei e inutili per lo sviluppo autentico della nostra realtà, ci si è dimenticati dell’ associazionismo , dei giovani, degli anziani sempre più numerosi e in difficoltà.

Oggi ci si lamenta di vivere in un Castiglione senza programma autentico di sviluppo che va avanti solo con i tagli , le economie inevitabili dettati dal patto di stabilità, e con un tessuto locale povero di idee di voglia di fare.

A novembre, il Comitato pro sp.81 ha organizzato un’ assemblea cittadina per incontrarci tutti, per essere nella possibilità di dialogare con gli amministratori attuali, vedere insieme cosa si puó fare per migliorare SUBITO Castiglione , senza dover invocare fondi, progettoni…

Giusto per citare un esempio di cosa potremmo fare tutti e subito, ricordo che, grazie alla lungimiranza di qualcuno, Castiglione fa parte ( secondo me non del tutto meritatamente…) del club dei Borghi più belli d’Italia.

Essere membri di questa prestigiosa associazione ci permette, potenzialmente, di entrare in un circuito ricchissimo di opportunità per sviluppare turismo non mordi e fuggi, ma tutto l’anno, con ricaduta benefica per tutti gli operatoti commerciali, turistici locali e anche per gli abitanti.

Ma c’è molto da fare per raggiungere autenticamente gli standard di un borgo bello e visitabile con soddisfazione, senza aspettative tradite, da tanti appassionati, colti scopritori di territori dal passato storico al di fuori dei circuiti turistici consueti.
Qui da noi , è certo, essi potrebbero trovare qualità bellezza,se ci diamo da fare poco a poco per rendere fruibili percorsi naturalistici, monumenti visitabili, essere accolti in contrade dalle caratteristiche ambientali incantevoli, per assaggiare e comprare in aziende di prestigio, vini, gustare la nostra cucina , scoprire l’artigianato locale.

Durante quell’assemblea del 26 novembre è stata offerta la possibilità di sognare, scambiare opinioni senza schieramenti tra di noi e di dialogare con l’Amministrazione attuale per avere notizie, pareri sulla fattibilità delle proposte di noi cittadini.

Personalmente, avevo anche raccolto un bel numero di idee e adesioni per la riunione. Poi in realtà realtà tutti molti degli gli entusiasti , dei disponibili…a parole, non si sono presentati e abbiamo avuto l’onore di avere la compagnia di una sola giovane…

Questa è Castiglione al momento.
C’é sempre tempo per cambiare…

Una delusa che non smette di credere nei miracoli.

******

2/8/2913

Castiglione metafora di tante altre micro realtà siciliane e del sud.

Nel 2012 non abitavo ancora a Castiglione e non ho votato ma la prossima volta , se vorrò esercitare il mio diritto dovere di cittadina responsabile e adeguatamente attiva, penso che dovrò turarmi veramente il naso prima di andare a votare.
Castiglione ha pochi abitanti .

Castiglione e il luogo dove vivono tanti anziani e troppe persone che, come abilità principale, hanno sviluppato l’abitudine al pettegolezzo e alla distruzione anche del miracolosamente minimo possibile.

Chi scegliere domani per gestire il Paese ?
Dove sono le persone capaci di affrontare i problemi senza creare fratture o fazioni o che non si chiudono nelle loro stanze , incapaci di venire a guardare i problemi quotidiani ‘?

E , inoltre ,  è sufficiente scegliere chi mi sembra il relativamente più adatto ?

Dove sono le variabili non transitorie VALIDE cha tanto possono apportare o togliere alla vivibilità di un territorio ?   gli impiegati che assistono ai vari mutamenti politici ma che nulla cambiano della loro disaffezione per il lavoro che svolgono , dimenticandosi che svolgono un servizio alla comunità che viene loro retribuito ?

È chiaro che non credo affatto che tutto il personale che lavora per l’Amministrazione comunale sia poco produttivo e disponibile verso i cittadini utenti ma sono anche fermamente convinta che la qualità dei servizi e della vita di un luogo viene determinata dall’agire di ogni singolo individuo e da ogni responsabile di un servizio anche il più umile…

Per questo mi sembrano esagerazioni gli allarmi amplificati , gli insulti , le scenate , il mormorio , quel tarlo insomma che si chiama falsamente opposizione , che si vuole spacciare per partecipazione attiva alla vita di Castiglione e che invece resta “ cuttigghiu ! sterile che toglie forza e voglia di andare avanti a chi deve governare, non importa chi sia la persona.

Come tutti i bravi a sentenziare e a evidenziare solo i difetti e le incapacità degli altri , Noi Castiglionesi , diveniamo per un istante , nel momento in cui ci occupiamo dell’operato degli altri , magicamente impeccabili e risolutori abilissimi di qualunque problema che incombe sulla nostra comunità.

Finita l’apertura gorgogliante delle fauci , ridiventiamo “poveri kappa”, incapaci di dialogare serenamente e di inventarci per davvero piani strategici realizzabili e soluzioni condivisibili per il bene di tutta la comunità.
Castiglione è meraviglioso borgo che è riuscito ad attraversare i secoli , malgrado i suoi abitanti .
Oggi lo vediamo prostrato , in gravi difficoltà economiche e con prospettive POSSIBILI ma estremamente complesse da tessere e fare diventare strumenti per un autentica rivitalizzazione.

 

Castiglione non può diventare ALTRO e MIGLIORE solo se scarichiamo su una persona o un ‘Amministrazione boccheggiante tutte le responsabilità.
Questo non poteva avvenire quando c’erano le vacche grasse e non può succedere oggi che i rubinetti delle entrate e dei finanziamenti sono asciutti.
Come in una famiglia che vive momenti di tragica difficoltà a tutti i livelli, la nostra comunità può superare il guado di questi anni difficili solo utilizzando strumenti che non costano nulla: voglia di dare senza dover ricevere nulla in cambio personalmente , onestà intellettuale e capacità di superare le divisioni pseudo politiche che di fatto non hanno dietro ideologie o programmi ma semplice voglia di protagonismo ( nel migliore dei casi ), voglia di mettere le mani in pasta per sviluppare più che il Paese il proprio conto in banca da piccoli Berlusconi, neanche più trendy…

Dietro ogni parola che pronunciamo o che scriviamo ci sono sempre delle motivazioni e anche io ho le mie: mi sento frustrata e avvilita sapendomi parte di una comunità dove sono nata e che ho riscelto, persuasa che ognuno di noi deve dare qualcosa alla terra che l’ha vista nascere e che  ha accolto i suoi antenati.
Ma non è facile attraversare Castiglione e ascoltare ciò che viene detto o leggere tanti sfoghi.

Vogliamo provare a fare una sorta di grande assemblea propositiva con tutte le forze del Paese e vedere di sentirci tutti con un po’ di responsabilità personale in più nelle cose che non vanno e che devono essere reinventate , aggiustate?
Post –it Castiglione è a disposizione , come luogo neutro su cui lasciare adesioni alla proposta o suggerimenti.

Gli insulti , gli URLI lasciamoli sulle nostre   tastiere.

Grazie


27 décembre, 2014

E-vaporazione e Tramonto di un villaggio

Classé dans : 2014,Les autres,Life,Tristes,Un peu de moi... — galatea @ 20:38

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Quelle luci, il balcone

e la valle rosata

da uno stanco tramonto

 

Un accendersi e spegnersi

di speranze falene

bruciacchiate ogni giorno

con la morte dell’Uno

con  l’addio dell’Altro

 

Tutte queste  partenze

abbandoni in sequenza

hanno sempre in comune

quel cartello finale

di un destino segnato :

fine  di un centro abitato

 

Rimettiamo da parte

i sostegni oculati

gli entusiasmi sbreccati

di una generazione  forse solo elettronica

tutta priva di storia

o  banale commozione

nuda di sacralità

 

24 novembre, 2013

Senza schieramenti !

Classé dans : In italiano,Journal,Un peu de moi... — galatea @ 14:13

Senza schieramenti

Mitogese “fino al midollo ” e desiderosa, innanzi tutto, di vedere un futuro per il luogo che mi ha vista nascere e formata, ho capito subito che per far continuare a vivere il mio villaggio natio , avrei dovuto fare uno sforzo in più e lottare anche per Castiglione e il suo territorio tutto.

Aiutare , dove possibile , l’Amministrazione attuale è quindi una necessità e non uno schieramento. La mia formazione, certamente non partitica mi fa vedere sempre le persone e non le loro appartenenze.

Mi associo ben volentieri, quindi, con chi mostra di avere finalità comuni , che riguardano la comunità  o la società in generale, vagliando, ovviamente la mia capacità di poter contribuire in qualche modo e cercando di capire la “bontà” di ciascuna proposta.

Poiché non affianco mai progetti pagati ma solo  di natura volontaria , di solito non mi ritrovo in strani giri, anche se devo ammettere di aver preso qualche granchio solenne in compagnia di aspiranti protagonisti maldestri di certe scene cittadine…

Castiglione, più viene  studiato , analizzato, conosciuto e percorso  e più le persone ne subiscono il fascino, al tempo stesso denso di promesse e di quasi disperazione.

Castiglione può essere visto come  il gioiello sulla collina della Valle dell’Alcantara, punto storico nevralgico che può dialogare con Taormina, perché ha le carte potenziali per fare brillare di luce turistica l’entroterra della Valle e far completare un circuito magico tra mare , vulcano e fiume che solo il nostro distretto può vantare.

Qualcosa si muove e i vari Enti presenti Parco  dell’Alcantara , SOAT,GAL stanno proponendo nuove idee possibili di sviluppo. Putroppo , quasi sempre tutte queste belle e quasi geniali proposte-soluzioni vengono condivise tra oratori illustri con l’assenza degli attori , gli abitanti della Valle o altri appassionati che potrebbero qui trasferirsi e fare impresa.

Anche il saper coinvolgere e informare ha un valore importantissimo per non fare morire un territorio.

In una fase storica cosi deprimente e umiliante per il nostro Paese, cominciare da luoghi come la Valle , Castiglione una nuova era con utilizzazione di eventi , seminari che non siano utili solo per giustificare i fondi utilizzati o la esistenza di Enti , mi pare il minimo indispensabile per costruire il primo gradino di sviluppo…

E, oggi, scendendo nel concretissimo , ma abbordabile gesto  che ognuno di noi può fare: perché non aiutiamo i volontari che stanno lavorando da oltre un mese per preparare le decorazioni natalizie per Castiglione e le frazioni ?

Se non si dialoga con i nostri attuali amministratori non si può capire quali sono le loro  difficoltà reali del gestire un comune  adesso.

Se non facciamo presenti i nostri punti di vista e non li vagliamo insieme a chi dovrebbe sbrogliare la matassa in questo momento , vivamo solo di rabbia inutile e perniciosa per chi invece vorrebbe fare ma non ha mezzi economici e ..neanche supporto morale…

Forse Castiglione quest’anno non vincerà alcun premio regionale o nazionale per il setting natalizio più bello, ma il gruppo di volontari sta creando con piacere qualcosa che renda più bello il nostro borgo e che ci faccia ricordare che Uniti si può osare di più e meglio.

Per chi desiderasse aiutare , l’appuntamento oggi è alle 16,00 vicino la Basilica della Madonna Catena, nei locali della STAR.

 

 

6 février, 2013

Una Valle incantata ?

Classé dans : In italiano,Journal,Les autres,Life,Un peu de moi... — galatea @ 6:44

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Una valle incantata ?

Da qualche anno vorrei incontrare una persona capace e desiderosa di dipingere la valle dell’Alcantara  con le sue bellezze naturali invidiabili e con un  plus fantastico .

Attraverso la magia del pennello, vorrei già visualizzare  la Valle come in un quadro  di  P.Bruegel. Tutto ciò che finora è dormiente e solo potenziale, grazie all’artista,  dovrebbe apparire già  visibile e gioiosamente brulicante.

Entriamo a dare un ‘occhiata alla  nostra valle…

Creata da eventi naturali maestosi e delicati al tempo stesso nel dosaggio di rocce  , corsi d’acqua ora torrenziali , ora trasparenti e invitanti durante le torride giornate estive , la vegetazione spontanea di oleandri, fichi selvatici e gli onnipresenti bagolari eleganti complementi di rocce arenarie e basaltiche.

I fichi d’india che vi attecchiscono , come dei siciliani, anche senza troppo terreno a disposizione, hanno bisogno di poco per vivere e mostrarsi orgogliosi di farlo , colorati e intensi di sapore nel frutti del loro esistere.

Le antiche dimore padronali , veri gioielli con gli archi in pietra lavica  o arenaria , oasi di frescura in un mondo contadino ricco solo di fatiche e di caldo che  impietoso sfiancava, oggi  sono testimonianza di un cultura del bello anche nella semplicità più estrema.

Le tamerici  rosa , vibranti al vento primaverile  lungo le fiumare, mandorli e biancospini annunciatori dei nuovi tepori.

E gli ulivi,  antichissimi protagonisti che ombreggiano le nostre colline assolate e ripide,un tempo quasi sempre in compagnia di viti coltivate spioventi sui muretti in pietra. Le viti che si trovavano in ogni piccolo appezzamento di terreno per  fornire vino dal gusto forte e intenso.

Esso  era l’accompagnamento e il completamento necessario per chi aveva duramente lavorato tutta la giornata. Al coltivatore bastava  poco per sentirsi in pace, per  ricominciare, il giorno seguente, ancora un rituale fatto di fatica e di poche ricompense.

Oggi resistono all’abbandono delle campagne, solo una macchia spontanea e nelle zone più pianeggianti  i vigneti , che sono rinnovati per una coltivazione intensiva e di qualità.

L’olivo resta la pianta principe della valle ,  perché le persone anche  trasferite  altrove,  tornano qui per la raccolta delle olive . Tutti rispettiamo  questa pianta e il suo oro liquido che condisce  e unisce alla nostra tradizione, a un  mondo che fu.

Gli agrumeti sono in via di sparizione o trasformazione ; sempre più razionali nei  fazzoletti di pianura, i vivai che sembrano suggerire una nuova armonia produttiva e i rustici che si illuminano nelle notti di stelle sembrano  punteggiare un ritorno di abitanti consapevoli e appassionati di questi luoghi.

Un territorio vario, ricco di paesaggi e viste spettacolari con l’Etna e il mare Ionio che appaiono da una cima all’altra delle colline , dando alla Valle l’emblema di luogo  divino per la sua bellezza.

Eppure da questa Valle si parte, con il rimpianto nel cuore ma  si fugge per un altrove che offre una vita da poter vivere dignitosamente e con almeno qualche prospettiva di  stabilità , di  sicurezza.

La realtà amara della nostra Valle é che,  malgrado alcuni cambiamenti , manca davvero il decollo di attività legate a un’economia fortemente connessa con l’ ambiente naturale e  il turismo, un’agricoltura integrata , e sono lontano anche dalla progettazione, strutture e infrastrutture che possano garantire servizi adeguati per una qualità della vita in sintonia con l’eccellenza del quadro naturale.

Vi sono fermenti e sembra che l’Ente Parco che caratterizza  –fortemente – tutta la Valle possa diventare promotore di uno sviluppo che qualificherebbe il patrimonio naturale e culturale di questi luoghi .Una regia propositrice  del Parco potrebbe far  ripartire, con nuovi criteri, la linea ferroviaria  Giardini- Randazzo, e altri Enti pubblici  ripristinare  il collegamento naturale , storico di Castiglione con le sue frazioni lungo l’Alcantara (Gravà, Mitogio , Ficarazzi , Castrorao).

Una interconnessione  tra i diversi comuni della Valle potrebbe far offrire une ventaglio di proposte  veramente ampio di tutto quello che è possibile , vedere , gustare e conoscere visitando la Valle, non più con le visite  mordi e fuggi del turista delle Gole, ma di gruppi, di famiglie che vengono a trascorrere le vacanze nella Valle.

Una sinergia tra le aziende, realizzata all’insegna della qualità e collegamenti più efficaci tra  le due grandi città di Catania, Messina e i poli turistici tradizionali di Taormina e Giardini Naxos,  potrebbero far movimentare non solo ristoranti , agriturismi ma anche l’artigianato presente nella valle che troverebbe una vetrina  in loco senza costi aggiuntivi.

La nostra economia  fragile, spesso sommersa e incapace di produrre stabilità nelle scelte di acquisto di una casa o semplicemente nel mettere su famiglia sta riducendo drasticamente la natalità. La popolazione della Valle è diminuita  Castiglione  ora ha 3.349 abitanti , Francavilla 4.065. Questi sono solo sono solo due esempi , ma la valle tutta si spopola e  perde  le  forze produttive e giovani che  dovrebbero far bloccare questa tendenza.

Al momento, a parte alcuni esempi coraggiosi e innovativi , lo scenario sembra più quello di Valle intorpidita nelle sue inefficienze , nel suo caos organizzativo e nella mancanza di bello curato e offerto  a tutti,  visitatori e abitanti. Sembra di essere appunto dentro  un incanto , in attesa  che ognuno di noi prenda la sua bacchetta magica dell’analisi del cosa può fare e cominci ad agire.

 

 

 

22 juillet, 2012

Frescure…

Classé dans : Non classé — galatea @ 7:23

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Stendersi, appoggiare le membra di piombo come per liberarsene e, infine, incominciare davvero a respirare.

L’afa, accumulata in ogni poro,  esala lentamente e il corpo entra nella fase di relax , grato  e nuovamente disponibile a dialogare con la mente.

Il buio , l’oasi di silenzio creata dalla notte avvolgono gambe e braccia e la schiena si abbandona, senza più il peso delle lunghe ore dominate da un sole padrone,  impietoso e dispotico.

I lembi di cotone rosa coprono appena le rotondità lisce e già abbronzate, delimitando i confini di una pelle avida di ossigeno, di natura e di semplicità.

La brezza, artificiale, del  ventilatore e il frinire dei grilli dialogano con le foglie creando il sottofondo per una rêverie senza tempo e senza spazio.

Distese di sabbia rossa del Devon si sovrappongono ad angoli di città animate, voci che mescolano dialetto e espressioni straniere riportano messaggi  di pezzi di vita inconciliabili, sovrapposizioni dai bordi visibili, ineludibili.

Uno strano mosaico si forma e scompare al battere delle ciglia, a ogni sfioramento gradevole che l’aria, appena tiepida della camera, fa sulle spalle nude, sulle gambe che sembrano accennare ,muovendosi, a  vecchi e nuovi percorsi .

Qualche ciocca, ormai lunga , mossa dal venticello, sfiora le mie guance, passa davanti agli occhi  e resto sorpresa dalla sua nuance insolita . Il va e vieni di immagini fa dimenticare l’anno e il dove  , avvolta tra  i quadri di allora, potrei ancora vedermi allo specchio con i capelli  corti, ramati e con lo stesso sguardo che cerca d’indovinare il varco per un altrove.

Sono tornata. Il pigmento sui capelli è come la patina degli anni vissuti altrove , un indispensabile segno per far capire agli altri e per far ricordare a me stessa che niente può essere rivissuto . Si può solo andare avanti,  utilizzando i sedimenti  del passato per costruire ancora , evolvere senza rimpianti.

Personaggi , amici , spettatori di altre mie vite, si sovrappongono senza alcun nesso apparente e mi è impossibile fermare una posa , un gesto , una parola…

Tutto è sfocato , imprendibile , passaggio sullo schermo della mia memoria vacillante che passa da un’emozione all’altra , senza sostegno, senza un interlocutore con il quale dilatare, dipanare fili meravigliosamente intrecciati che , forse , non saprò mai più allargare e rivedere in tutto il loro intenso colore .

Delle parole martellano , fanno toc toc sulla  porta della mia coscienza, tengono sveglia la mia voglia di non lasciarmi , andare o  farmi sopraffare dall’intensità dei momenti vissuti, dalla nostalgia..

Un troppo pieno mi sommerge  e m’  impedisce di individuare l’essenziale per il nuovo quotidiano. Una valanga di vissuto si riversa tra le mie pareti mentali,   paralizzandomi con del  troppo che non desidero né dimenticare,  né lasciare.

Come un ghiacciaio  trascino tutto con me , scavando tra le mie forze e assottigliandole fino alla paralisi.

Le note di un’ eco- inattesa – mi svegliano da questo torpore , mi staccano un po’ dalla fitta rete di appigli emotivi che ho paura di lasciare andare  e di dimenticare.

Vorrei un presente immenso , una scena popolata da tutti i miei legami , quelle parti di  me nate ad ogni incontro , a ogni scintilla di contatto intenso e profondo.

La mia forza , il mio sostegno per questi anni sospesi tra realtà visibile e   realtà delle emozioni , tende la mano amica , rassicurante e mi fa andare oltre , sorpresa, stupita e   incredula…

Ogni pensiero che riesco a formulare sembra trovare , per incanto una sua risposta , un completamento …da sempre vi  ho rinunciato , eppure il dialogo è costante , istintivo , armonioso…

Non ho mai capito molto della nostra natura di essere viventi comunicanti e empatici , non cerco più di  comprendere . Socchiudo gli occhi e so che non sono da sola…

Dal bagno accanto arriva il rumore dell’acqua della doccia, poi tace. Alcuni minuti ancora e comincerà la parte più intensa della fase relax della giornata.

Come con una terapia dello spirito e dell’intimo, i sensi saranno dolcemente attivati per dare e ricevere e tutte le mie vaganti farneticazioni tra passato e futuro saranno inchiodate da un coinvolgente , profumato presente.

 

 

 

8 juillet, 2012

Grazie , Camilleri ! E-vasi & Che anno è ?

Classé dans : Non classé — galatea @ 0:05

Image de prévisualisation YouTubeGrazie , Camilleri ! E-vasi & Che anno è ? 580806_394830070566131_874544224_n-300x198 

Le parole sono potenti , creano il paradiso , la gioia dentro di noi ,  ci spezzano la vita senza muovere un dito…o fanno inaridire i nostri pensieri transformandoli in deserti privi di semi.

Quante letture trasformano una vita, mettono le ali alle speranze , aprono la strada per la realizzazione di un sogno.

A me è successo, a noi è successo.

Un autore con la sua arguzia , la sua conoscenza della storia e delle motivazioni profonde di una terra, ha saputo trasporre nei suoi scritti l’essenza di un’isola facendola divenire meta , aspirazione di individui a lei estranei.

I difetti atavici di un mondo intriso di contrasti sorprendenti , diventano fascino mistero , attrazione , la sua storia si fa mito, i suoi abitanti attori di un microcosmo del quale si vuole seguire le azioni , il divenire.

 Anno dopo anno , pubblicazione dopo pubblicazione un mito , un arrangiarsi pieno di umanità diventa voglia di entrare sulla scena , di vivere quel sottile piacere di stare tra mille contraddizioni e con una natura sorprendente che fa rivivere senza artifici ,un mondo antico dove la speranza lampeggia soltanto e minaccia di sparire…

Grazie Camilleri, grazie per le tue opere e il tuo Montalbano che ha facilitato , creato tutte le premesse per il mio ritorno nella terra che avevo cercato di dimenticare , per ignorare la parte più vera di me…

Grazie al forestiero che ha messo a disposizione la sua apertura verso un mondo che mi appartiene ma che so accettare solo attraverso …la sua mediazione.

 

E-vasi

Prigionieri del sole

evadiamo la notte

inseguendo frescure

 nere  oasi d’ispirazione

 

E il buio della notte

è una pausa per gli  occhi

torturati dalla luce

offuscati dal sudore

 

Poi le brezze artificiali

fan rinascere i pensieri

e le suppliche costanti

alla luce del giorno che clemente ritorni

un  lontano domani

 

Che anno é ?

 

Un piccione plana , solitario, lungo la provinciale che scorre sul fianco destro della valle. A tratti agita le ali come per attraversare più in fretta il vuoto pallido creato da un sole onnipossente che abbacina .

E’ un audace che va , simbolo di una resistenza fisica  o di una disperazione.

Dei fili di fumo si alzano dalle colline di Calatabiano  verso Castrorao :  i rari ulivi , ormai inselvatichiti, vengono avvolti  dalle fiamme e divorati , rapidamente.

I pastori ripetono il loro copione  estivo, riconfermando un’altra tradizione drammatica.

Una giornata forse meno afosa ma con un vento insidioso e, quando cala la notte , gli impotenti,  alla ricerca di un giorno di grandezza,  appiccano il fuoco.

Sono essi  davvero cosi ferocemente insensibili o solo  incredibilmente idioti da non capire quanto danno arrecano a tutti con la loro primitiva , incontrollabile passione per il fuoco ?

Dopo le 23,00 il fuoco raggiunge  i giardini davanti al Borgo.

Viene dato l’allarme . Non succede nulla.

Alle 2 del mattino lungo il lato superiore della strade tutto è in fiamme e l’incendio si estende verso le colline retrostanti. I vigili del fuoco vengono ancora contattati. Siamo in diversi per strada e la paura cresce , conoscendo la facilità con cui potrebbero accendersi  le piante di ulivo   intorno alle nostre abitazioni.

 Il fronte del fuoco si allarga a dismisura su Tremonti e verso Sant’Anastasio.  Anni di abbandono e la fitta vegetazione di rovi fanno  andare in fumo ulivi , roverelle , cipressi , abeti ,noci ,  eucalipti…e  piante di agrumi. I vigili arrivano e svegliano anche quelli che nel sonno avevano avvertito l’odore del fumo senza riuscire ad alzarsi.

Si interviene in tempo per salvare la prima casa lungo il fronte del fuoco , le abitazioni abbandonate ricevono il colpo di grazia…

Il giorno seguente,  le colline sembrano mostrare la loro ossature con terrazze in pietra mai viste negli ultimi decenni e con i tronchi degli alberi anneriti . Resta qualche ciuffo di verde sulle cime , piccole bandiere di foglie che possono solo dichiarare la resa totale alla follia di mezzi uomini, ominicchi senza coscienza sociale.

Alcune mucche passano tra gli sterpi,  ancora fumanti ,  cercano le compagne la cui fine ci è ignota.

Durante il giorno i canadair e  gli elicotteri fanno la spola  lungo la valle. Il vento continua a soffiare , purtroppo forte,  e diventa impossibile bloccare l’avanzata del fuoco.

Luongo il torrente Sorbera e sopra le gole dell’Alcantara bruciano ettari di vegetazione , preparando lo scenario a nuove , pericolosissime frane.

Quest’estate avremo una visione abbastanza nera del lato destro della valle e tanti soldi della comunità sono stati ancora una volta  dissolti tra la cenere , un colpo ulteriore alle fragili finanze di una Sicilia amministrata malissimo e abitata da troppi ignoranti che credono di avanzare e  essere  costruttori di una nuova epoca solo perché possiedono un iphone  e sanno inviare su you tube il frutto delle loro scellerate azioni di eterni , uomini incompiuti…

Il vento si è placato. Non si sente più il rumore allarmante dei passaggi nell’aria dei mezzi di spegnimento del fuoco.

Una cornacchia canta  , monotona , come una canna squarciata che batte il silenzio intorno al bagolaro.

I melograni e gli ulivi si muovono dolcemente  e  farfalle , piccole  bianche e gialle  macaoni e cavolaie , senza colori stravaganti,  volteggiano . Cicale e rondini friniscono  , cinguettano  , ma non sembrano  armonizzarsi con   la cornacchia un po’ prepotente che si sposta quando mi avvicino.

Harry viene a trovarmi nel mio rifugio vicino al canale, fra poco trasferirò  su Word  queste note e mi rendo conto  che tanti anni  sono passati  dalle estati brucianti di tanto tempo fa.  Il testimone mi è stato consegnato  ,  che questo è il luglio di  una nuova  estate e che nessuno altro sarà responsabile  per me se non sarà un’estate bella e  memorabile…

 

 

29 mai, 2012

Reincarnazioni

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Se solamente riuscissi ancora
come una ballerina
le mani per aria
un piede qua e uno là
a costruire un ponte delle continuità
coprendo il vuoto di questi giorni

Si chiude le porta sui tanti  » good bye »
le chiacchere al caffè
ll gusto di un’Italia disegnata
con i colori della distanza

Scende la sera su questi anni fiamminghi
scende la sera
sulle stanze prive di noi
mobili abitanti del quarto piano
quelli della mini Babele dei
Kodafes , del verdieping, degli ah , OK number 4
Ne, ne , d’accord …merci! Ciao !

Le sedie ormai vuote di amici
e di magnifiche utopie
tra queste zolle belghe
che vanno alla deriva

Anche le piante, chine
han perso ogni funzione
tutto quello che non parte
finirà tra qualche giorno e
senza estrema unzione

Riparto meticcia , lo spirito tatuato
l’adipe di tutto quello che ho divorato
torno nell’isola senza il velo al silicone
della legalità, della vera realizzazione
chiedendomi se finiro’ nel nulla
come un pacco che ha tanto girato
per finire in giacenza e di un luogo immoto
divenire l’evidenza

 

***

Si je pouvais seulement

Juste comme une ballerine

Les mains en l’air

Un pied là et l’autre ici

Jeter un pont au dessus

Du vide de ces jours

 

Ma porte se ferme

Sur tant de « Good bye »

Tant de verves au café

Au goût d’une Italie

Peinte aux couleurs

De l’éloignement

 

Le soir descend

sur ces annés Flamandes

La lumière s’éteint dans les pièces

Vidées de nous
mobili *habitants du 4ème étage

Ceux de la mini Babel

*Les Kodafes, les verdieping, les ah,

Ok numéro 4,

Non, non, d’accord

….Merci ! Au revoir !

 

Les chaises, vidée des amis

Et  de nos belles utopies

Au milieu de deux mottes belges

Qui s’en vont à la dérive

 

Même les plantes inclinées

Perdent tout leur sens

Tout ce qui ne part pas

Finira bien un de ces jours,

Sans extrême-onction

 

Je repars métissé, l’esprit tatoué

Gavée de tout ce que j’ai dévoré

Je retourne dans mon ile

Sans le voile de silicone

De la légalité

De l’accomplissement

Et je me demande

Si je finirai dans le néant

Comme un colis qui a trop tourné

Posé sur une étagère

Dans un lieu, une ile , toujours immobile

comme une évidence qui  le tout confirme

22 avril, 2012

Akesineide 2012

 

 

 

 

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Da qualche settimana è iniziata l’Akesineide 2012.

I due concorrenti, Barbagallo e Spataro ,  stanno facendo le loro proposte e che vinca il migliore !

******** partecipa e speriamo che questa volta inizi una nuova fase di consapevolezza
per tutti noi.

Non è  facile far parte di un comune in crisi , per noi che la crisi della distanza e dell’identità è cronica.

Ma non è mai troppo tardi per acquisire consapevolezza delle nostre difficoltà ma sopratutto di quello che come abitanti responsabili e partecipi possiamo fare.

Come Castiglione centro , ******* non ha un numero adeguato di persone che si
interessano ,davvero e costantemente , di cosa si puo’  fare per viverci meglio e non farlo morire .

Abbiamo dei giovani ,  ma non sono stati attirati mai dalla fascino della cosa pubblica. Forse è ora che vengano invitati ,
coinvolti , non solo per le elezioni , a suggerire , borbottare e vedere insieme come si potrebbe immaginare il nostro territorio domani , perchè sia
capace di tenere i suoi abitanti , offrendogli un luogo bello e dignitoso dove vivere.

Gurdando la foto delle elezioni ,aggiunta dalla gentile signora Tuccari , vengono subito
in mente gli anni sessanta , prima del grande declino.

Tante ragioni, non tutte imputabili ai nostri ammistratori , hanno modificato , forse
irreparabilmente , il nostro territorio al confine est del comune.

La mancanza di lavoro,  in una realtà legata all’agricoltura, è inevitabile e la perdita degli
abitanti del villaggio ENEL , un’altra trasformazione in negativo , anch’ essa
è stata il frutto di una evoluzione delle tecnologie.

****** , nel suo piccolo ha vissuto il cambiamenti di realtà più importanti ed è già
un miracolo se non è sparito completamente come centro abitato.

Chi è rimasto lo ha fatto con passione , caparbia e con in testa uno strano sogno quello di far germogliare ancora,  e
forse meglio di prima,  le potenzialità che esistono  lungo quella parte dell’Alcantara
dove il terreno è umido , ricco di acqua , la natura è ancora intatta e c’è un verde diffuso che lo rende
particolarmente accogliente.

Le cose da sognare e realizzzare sono tante e non necessariamente impossibili  , ma la prima condizione è che ci ritroviamo a  desiderare di fare e di fare insieme.

 

Saluto Claudio Scavera

 

 

3 décembre, 2011

Dans le jeu de l’oie

Classé dans : Autunno,Les autres,Life,Un peu de moi... — galatea @ 14:12

Possiamo partire dalla stessa casella di partenza con altri esseri viventi e, come nel gioco dell’oca, seguire ognuno il nostro percorso personale , fatto di casualità e di scelte, saltare dei tratti del percorso , prima di fermarsi sulla casella finale.

Ma quanto conosco io di questo mondo ? mi chiedevo stamattina, atraversando la grande città e vedendo per la prima volta dei viali, delle situazioni quotidiane di quartieri dei quali ignoravo l’esistenza.

Talvolta ho la sensazione di camminare nel mondo passando entro corridoi definiti che condivido con altre persone ma che mi separano dal resto del mondo.

In effetti, rifettendo giusto un attimo, ho rivisto le mie giornate o le mie vacanze vissute in questri corridoi che si prolungano e si connettono non importa il luogo o la distanza.

Ma è sufficiente modificare il programma del GPS della mia vita per finire in un nltrove non contemplato, che scuote i miei stereotipi del mondo.

Allora eccomi in balia di questa metropoli.

Fa freddo. Piove ma quasi in modo distratto ..in questo quartieresenza alberi , non ci sono le foglie cadute o che si staccano , ultima visione dell’agonia di un albero.

Cammino all »interno di questo canyon di vetro , più volte mi vengono chieste delle direzioni che non so dare , io stessa smarrita, e quando non sono io ad essere interpellata, è sempre lo stesso ritornello , nessuno sa niente , ma non lo sa ogni volta in una lingua diversa

Meraviglia di una citta che accoglie tutti…o luogo che fa scendere intorno ai gruppi la parete invisibile della lingua, frammentando in particelle insolubili le innumerevoli presenze nel suo intestino?

Ho vissuto altrove , e in altre metropoli multiculturali , ma là ho trovato un desiderio che era anche il mio , di convergere verso un punto comune che faceva sparire la nostra origine diversa.

Spinta dal vento e da una pioggia sottile , che fa diventere ancora più acuta la mia percezione , mi dirigo verso la stazione, vedendo intorno a me un patchwork in biacco e nero i cui punti di sutura sono troppo visibili , talvolta aperti o slabbrati.

Salgo sul treno e scrivo.

Quando l’annuncio, in fiammingo , mi dice che sono arrivata ad Hasselt , sono contenta , molto contenta.

Posso rientrare nel mio corridoio senza più sorpreseDans le jeu de l'oie  dans Autunno skysca10

 

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On peut partir de la même case départ avec d’autres vivants et  , comme dans le jeu de l’oie, suivre chacun son parcours personnel,  fait des hasards et de choix et sauter complètement des  traits du chemin,  avant de s’arrêter sur la case  finale.

Moi,  je connais combien de ce monde? je me demandais ce matin , en traversant la grande ville et voyant pour la première fos d’autres  avenues , des situations quotidiennes de quartiers don’t j’ignorais l’existence.

Parfois j’ai la sensation de marcher dans le monde en passant  par des  couloirs définis que je partage avec d’autres gens mais qui me séparent de la plupart du monde.
En effet , en réfléchissant juste pour quelques seconds , j’ai revu mes journées ou mes vacances vécues dans ces couloirs qui se prolongent et connectent n’importe où je suis.

Mais il suffit de  modifier le programme du GPS de ma vie pour finir dans un ailleurs non contemplé, qui secoue mes stéréotypes du monde.

Alors me voila au jeu de cette métropole.

Il fait froid. Il pleut mais comme d’une façon distraite ..dans ce quartier sans arbres , i
l n’y a pas des feuilles tombés ou qui se détachement , derniers vion de l’agonie d’un arbre.

Je marche dans ce canyon vitré, plusieurs fois on me demande des directions que je ne sais pas donner, moi même perdue , et quand je ne suis pas interpellée c’est toujours le même refrain, personne sait rien , mais ne le sait pas chaque fois dans un langage diffèrent.

Merveille d’une ville qui accueille tout le monde ou…lieu qui fait descendre autour des groups , la parois invisible du langage, fragmentant en particules insolubles les innombrables présences qui circulent dans ses intestins ?

J’ai vécu ailleurs , et dans d’autres métropoles multiculturelles, mais là j’ai trouvé un désir , qui était le mien aussi , de converger vers un point commun qui faisait disparaître notre origine différente.

Poussé par le vent froid et une pluie très subtile. qui  fait devenir ma perception encore plus aiguë , ja me dirige vers la gare , voyant autour de moi un patchwork en blanc et noir don’t les points de suture sont trop visible , parfois ouvert , même délabrés.

Je monte sur le train et j’ecris.

Quand l’annonce en  Flamand  me rappelle que je suis arrivée à Hasselt  je suis contente , vraiment contente.

Je peux rentrer dans mon couloir sans plus surprises.

12
 

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