Galatea Belga Broderies

Bienvenue sur mon blog . Un peu de ma vie mais pas nécessairement le plus essentiel…

24 avril, 2012

Auscultare & Vers l’autre rive …

Classé dans : Amore,Journal,Les autres,Life,Racconti/nouvelles,Un peu de moi... — galatea @ 13:45
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SWITCHED OFF….

 

 

 

 

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Les souvenirs
Sans arrêt d’image
Sont nids fluides
Coins de
chaleurs
Rouges
Absorbants ou
Bleus de froideurs

L’esprit s’enfonce
Dans leurs trous noirs
L’âme ressurgit
Suivant les vagues
d’un grand amour

La tendresse filiale
Comme une dépendance
tue
Protège notre lien
Des effilochements

Subtil mais
fort
Il nous retient encore
Scellant ce jour à tous nos autres
hier

Quand jouant la rebelle
Tu testais l’amour
Pour mieux te
détacher

Rappelle toi, moi
Je serais toujours celle en qui

Vivra l’envie de te bercer

 

22 avril, 2012

Akesineide 2012

 

 

 

 

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Da qualche settimana è iniziata l’Akesineide 2012.

I due concorrenti, Barbagallo e Spataro ,  stanno facendo le loro proposte e che vinca il migliore !

******** partecipa e speriamo che questa volta inizi una nuova fase di consapevolezza
per tutti noi.

Non è  facile far parte di un comune in crisi , per noi che la crisi della distanza e dell’identità è cronica.

Ma non è mai troppo tardi per acquisire consapevolezza delle nostre difficoltà ma sopratutto di quello che come abitanti responsabili e partecipi possiamo fare.

Come Castiglione centro , ******* non ha un numero adeguato di persone che si
interessano ,davvero e costantemente , di cosa si puo’  fare per viverci meglio e non farlo morire .

Abbiamo dei giovani ,  ma non sono stati attirati mai dalla fascino della cosa pubblica. Forse è ora che vengano invitati ,
coinvolti , non solo per le elezioni , a suggerire , borbottare e vedere insieme come si potrebbe immaginare il nostro territorio domani , perchè sia
capace di tenere i suoi abitanti , offrendogli un luogo bello e dignitoso dove vivere.

Gurdando la foto delle elezioni ,aggiunta dalla gentile signora Tuccari , vengono subito
in mente gli anni sessanta , prima del grande declino.

Tante ragioni, non tutte imputabili ai nostri ammistratori , hanno modificato , forse
irreparabilmente , il nostro territorio al confine est del comune.

La mancanza di lavoro,  in una realtà legata all’agricoltura, è inevitabile e la perdita degli
abitanti del villaggio ENEL , un’altra trasformazione in negativo , anch’ essa
è stata il frutto di una evoluzione delle tecnologie.

****** , nel suo piccolo ha vissuto il cambiamenti di realtà più importanti ed è già
un miracolo se non è sparito completamente come centro abitato.

Chi è rimasto lo ha fatto con passione , caparbia e con in testa uno strano sogno quello di far germogliare ancora,  e
forse meglio di prima,  le potenzialità che esistono  lungo quella parte dell’Alcantara
dove il terreno è umido , ricco di acqua , la natura è ancora intatta e c’è un verde diffuso che lo rende
particolarmente accogliente.

Le cose da sognare e realizzzare sono tante e non necessariamente impossibili  , ma la prima condizione è che ci ritroviamo a  desiderare di fare e di fare insieme.

 

Saluto Claudio Scavera

 

 

26 mars, 2012

Gli anni fuori…dallo specchio &Elahe &Agenda & E-mouvants

Classé dans : In italiano,Racconti/nouvelles,Un peu de moi... — galatea @ 14:10

Image de prévisualisation YouTubeImage de prévisualisation YouTubeGli anni fuori...dallo specchio &Elahe &Agenda & E-mouvants dans In italiano mod_article43296597_4f53cde77088b-242x300

 

Poco a poco lei spari dallo specchio.

Al mattino, un rapido controllo le
permetteva di notare le sbavature del fondo tinta verso il collo o sulle
sopracciglie o gli eccessi di cipria sui lati delle gote.

 

I capelli lavati al risveglio  , sotto la
doccia, prendevano la giusta piega , docili fili di granoturco dal colore
castano dorato intenso , corti , per poter avere tutta l’energia a disposizione.

Lei aggiungeva poco per sentirsi
rifinita, del  colore blu o turchese
sulle palpebre  o un po’ di kajal.

I vestiti, scelti con cura nei colori e nella
consistenza,  erano pero’ acquistati  quasi alla cieca o come se visti addosso  a un’altra persona  , perchè lei  non
riusciva ad essere là , mentre provava una nuova maglia o l’ultima giacca.

Ci fu la fase del nero , del blu , del
rosa  , del rosso…quella del beige e del
bianco rimase un progetto dentro i cassetti , nei quali maglioni e vestiti
rimasero fino a quando , durante un trasloco ,  tutto venne dato a un’associazione di
beneficienza

 

Il profumo , immancabile , consentiva  il momento di incontro con se stessa durante
la discesa dei 9 piani in ascensore , quando il cubicolo sigillato , le
rimandava il suo delizioso profumo , diverso a ogni cambio di stagione.

Poi , in strada  diventava quella scatola , confezionata
decentemente che andava automaticamente al lavoro .

 

Il fine settimana c’erano gli altri ,
chiacchere solite , il pranzo da preparare insieme , la scoperta delle ossessioni
culinarie degli altri , qualche risata , la sigaretta con il caffé , la
passeggiata nella città d’arte , i negozi , il bar …e ancora chiacchere intorno
al nulla… cosi,  per non macchiare un’amicizia fragile e inconsistente.

Le lunghe e vacanze erano il momento in cui lei riprendeva possesso del suo corpo.

Le giornate al mare erano piene di turchese,  anche quando teneva gli occhi chiusi e sentiva la calura sfiorare i suoi contorni , quasi immutabili di ragazza dalla lunga primavera ostinata , assolutamente non desiderosa di entrare nell’estate della maturità e delle conseguenze.

Continua…

 

Elahe

Un sourire parfois caché
Le regard un peu voilé
Dirigé
Vers un futur
Assez loin mais tu es prête
A le chasser
Ayant une envie de cette vie
Toute à croquer
Évitant de trop vibrer

Sur tes jambes de gazelle
Une belle fragilité
Qui peut-avoir à l’intérieur
Peu de miel et fil de fer

Dans les mains fines et blanches
De l’aisance qui trémule
Dessinant des arabesques
Et des danses solitaires

Curieuse mais patiente
Tu parcours
En les brûlant
Les étapes vers ton but
Sans avoir étranges vides
Ni aucune hésitation

 

******

AGENDA

 

-Chiudere
e sigillare  la finestra sulla folle
idiozia

-Aprire
la porta al vento della  costanza

-Riprendere
il cammino della serena responsabilità

-Riassaporare
il contatto con gli altri , eliminando la perniciosa malignità

-Lasciare
emergere il bello da tutto e da tutti

-Immergersi
nella voglia di vivere compiutamente ogni momento

-Rifare
poesia con  le attenzioni, la voglia di
scoprire al di là delle apparenze

-Dimenticare
le sconfitte , le delusioni

-Avere
il coraggio di essere cio’ che vuoi intimamente

-Continuare
a gustare la danza della vita malgrado gli incerti passi

Fermer
et sceller la fenêtre sur la folle idiotie
Ouvrir
la porte au
vent de la constance
Reprendre
le chemin de la responsabilité sereine

Ressentir
le contact avec les autres,
en éliminant la perverse
malveillance
Laisser
émerger le beau de tout et de tous
Se
plonger
dans l’envie de vivre chaque moment complètement
Refaire
la
poésie intensément,
et l’envie de découvrir plus loin que les apparences

Oublier
les défaites et les déceptions
Avoir
le courage d’être ce
que tu veux intimement
Continuer
à aimer la danse de la vie
malgré
ses pas aventureux

 

Merci !F.

 

E-MOUVANTS

 

Un peu d’équilibre est souvent necessaire entre notre besoins instinctif d’auto-commiseration ou d’auto-celebration.

Souvent on oublie , honnetement, qu’on vit parmi les autres et que nos misères, parfois malheureusement vraies, sont aussi le fruit de notre égocentrisme le plus répugnant et inutile.

Nous ressentons un subtil plaisirs quand nous publions ,l’anonymat nous fait devenir plus audaces , meme effrontés et pour des instants nous devenons des acteurs qui jouent sur la scène d’un site. Avec nos mots nous devenons petit dramaturges sublimant ou exagérant , nos moments de bonheurs comme nos désespoirs , nos manques…

 

 

20 mars, 2012

Allures-21 marzo & Perché& Ingressi

Classé dans : Printemps,Racconti/nouvelles,Un peu de moi... — galatea @ 23:08

Image de prévisualisation YouTubeAllures-21 marzo & Perché& Ingressi dans Printemps 250879_227494453944354_100000514020941_989516_1990888_n

Assise sur une terrasse du Grote Markt, derrière mes lunettes noires, j’ai les yeux grands ouverts et j’observe le monde qui flâne . Un tourbillon de passants semble envahir la petite place du centre , ils vont dans mille directions comme pour attraper quelques pétales du temps, du printemps….
Le soleil regagne la scène et nous faisons nos anciens rituels pour l’adorer .
Libérés de nos manteaux lourds , sombres , on montre nos chairs laités, victimes sacrificales consententes, avançons dans les rues avec un enthousiasme renouvelé chaque fois nos yeux croisent le regard d’un autre jouisseur, sans remord, de la vie .
Devant les vitrines, sans honte on s’admire , les épaules relaxées , on tourne juste un peu le bassins comme pour commencer un pas de danse avec soi-memes, avec l’irresistible envie qui nous prend quand la saison de l’amour pour cette Terre nous prend dans la gorge , dans le ventre , dans nos cuisses qui reçoivent l’impulse intense, impétueux de sortir de la torpeur hivernale et vivre !
Que importe les rides , les formes trop rondes des seins , les flancs qui font naviguer nos corps lentement .
Qui ne connaît pas l’euphorie de la fusion avec le premier vent chaud , cavalier de nos âmes qui revient de ses voyages au tours du globe et semble désirer nous frôler , caresser sans hâte , pour le goût de nous rendre heureux habitants de cette planète , déplacée quelque part dans l’immense univers…

Et …

Par bonheur
Une fleur
Cogne
Sans vergogne
Ni supplice
Mon iris
Fulgurante beauté
Douceur fruitée
D’une averse folle
Osmose voilée et frivole
Soleil de minuit
Ferveur crépusculaire évanouie
Rayons de sel et de citron
Invisible horizon
Le feu brûle à tâtons
La glace fond sans concessions
Les cendres s’effacent
Les eaux s’entrelacent
Et je meurs à la bonne heure
Dans ton cœur

C.M.

Perché

 

riapro alla vita

accettando quel brivido

che immutabile e caldo

a un antico mi lega

 

il solco

innegabile ancora

appare preciso

anche quando c’è l’assenza

di un Se’ strutturato

 

allora io accenno

a un vago sorriso

del mio io diviso

nascondendo il mio afflato

E

il mio bene d’esistere

diventa allora un caffé

o quel troppo che agita

senza dirti il perché

 

 

Galatea belga

 

Ingressi

 

Un sorriso un po’ incredulo
E lo sguardo velato
di un futuro da afferrare

con la voglia
e coi denti
evitando di vibrare

Sulle gambe
di gazzella
una fragilità
forse ferrea
forse audace
e le mani che
disegnano
curiose ma pazienti
un andare
alla meta

senza avere strani vuoti
o sensibili tentennamenti

 

14 mars, 2012

Quelle notti di parole …

Classé dans : Amore,Brevi,In italiano,Journal,Racconti/nouvelles,Un peu de moi... — galatea @ 22:27

Image de prévisualisation YouTubeQuelle notti di parole ... dans Amore 315986_10150315395787003_363212677002_8558046_1665236916_n

Une nuit sans étoîles, quand le vent chant ses mélodies plus rauques ou avec un ciel qui gronde, menaçant la tempête ? Est-ce important quand à ton coté tu as un Tout qui te réchauffe et te rassure ?

Quelques rumeurs de “ nous et le monde “ , des incertitudes enfin analysées, des fuites vers un désir, des questionnements sans fin, pour illuminer le coin sombre de ces jours loin de ta vue , vécus sans tes caresses, sans tes massages lents et doux , sans la perception des modifications de ton odeur, sans capter le passage du temps dans ton corps.

Et ton esprit s’est- il enivré de nouvelles idées , d’autres personnes pendant mon absence ?

As-tu goûté d’autres effluves , d’autres vues de mon île ?

Tu vois avec un oeil si diffèrent et chaque fois on parle et on se raconte je redécouvre mon monde avec tes yeux , ta mentalité, tes passions.

Pendant ces nuits dans le “chez nous” , nos membres gagnent la légèreté du poids partagé , de la connexion des corps communicants , qui transvasent leurs humeurs individuels autant que le souffle commun fait d’entente instinctive , de constructions mentales , de projets , de rêves utopistes qui nous font rester avec et pour les autres…

L’aube s’annonce à travers les persanes vertes, les oiseaux baillent enlargeant leurs aîles , les feuilles chuchotent , j’aime ces bruits qui accompagnent les notres comme dans un *blow up sans tragédies…

*Film de Michelangelo Antonioni.

Une notte senza stelle o con il cielo grondante di rabbia ? che importa quando hai al tuo fianco un Tutto che ti riscalda .
Un po’ di pettegolezzi di “ noi e il mondo “ , le incertezze , le fughe verso un desiderio , domande , infinite domande per illuminare quei giorni lontani dalla tua vista , vissuti senza il tuo toccare e annusare, sentire le modificazioni del tuo odore, senza captare il passare del tempo nel tuo corpo.

E la tua mente , si è forse inebriata di nuove idée, di altri durante la mia assenza ?
Hai forse gustato nouvi profumi, altri paesaggi della mia isola ?

Tu vedi con un occhio differente e ogni volta che parliamo, ci raccontiamo, io scopro nuovamente il mio mondo attraverso il tuo sguardo, la tua mentalità , le tue passioni.

Nel nostro “da noi “ , le nostre membra acquistano la leggerezza del peso condiviso, della connessione dei corpi comunicanti che travasano I loro umori individuali cosi come il soffio comune fatto di intese istintive , di costruzioni mentali , di progetti e di sogni utopistici che ci fanno restare con e per gli altri.

L’alba si annuncia attraverso le persiane verdi , gli uccelli sbadigliano stendendo le ali , le foglie fremono, mi piace questo brusio che accompagna I nostri mormorii, come in una scena di blow-up, ma senza drammi…

27 février, 2012

J’ai perdu la clé du chant & Où sont finies les oasis ?

Classé dans : Les autres,Life,Tristes,Un peu de moi... — galatea @ 19:22
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Une suite de soupirs accompagne l’individuation de chacun de mes bleus.

Instinctivement , j’essaye d’expulser les mauvaises intrusions qui circulent dans mon sang.
J’ai besoin de m’oxygéner ,alors je respire profondément , pour envoyer ailleurs , loin de moi cette néfaste pollution.

Le désespoir somptueux, insolent a déjà essayé de s’installer chez moi en souverain dominateur .

Je résiste , je recompacte mes particules assemblées par hasard, essayant de le tenir ensemble, malgré l’amer qui tout sépare et éloigne.
Un fil imprégné de lumière est tout ce que j’ai pour continuer, mon arme naturelle , spontanée.

Fatiguée, démoralisée, je suis un’ essence liquide et informe qui se répand là où peut être absorbée sans efforts et sans plans .

Je n’arrive plus à pêcher dans le réservoir des souvenirs , dans les catalogue des mots.
Un cadenas d’incrédulité bloque tout et mes mots de passe ne sont plus reconnus quand je tente d’utiliser tous mes accounts.

Cette impasse me fait demander si j’ai semé quelque sentiment, si j’ai su protéger la flammel de la compréhension car ces jours-ci je crois avoir perdu la clé d’accès aux autres et il me faut attendre qu’ils viennent re-ouvrir la porte de mon coeur.

13 février, 2012

Avec la participation de …

Classé dans : Amore,Un peu de moi... — galatea @ 20:23

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Avec la participation de ... dans Amore 432298_2809285305123_1048418909_32203640_554950891_n

Avec la participation de…

Un tango ou une valse pour célébrer?
On doit l’oublier
Car je n’ai pas saisi
Un vrai danseur comme cavalier

Mais nos pas de danse
Suivent de la nature
Les manifestations et les élégantes tournures

Nos pas s’accordent
Au vent qui chaud
Rends plus légères nos simples allures
Nos pas imitent
Les ondes qui frôlent nos chevilles mures
Nos pas ressemblent
A un fleuve limpide
Que les rochers, coulant , entoure

De notre bal
J’aime le temps qui dure
Et la synchronie
De notre regard que le désir encore allume

Ce soir , sortons !
Naxos nous attend
Là, où le rocher noir sur la mer bleu s’etend

Elle sera notre boite privée
Sous la grande voûte à peine étoilée
Et lorsque l’Etna orgueilleuse et puissante
Fera ses jeux de neige et de flammes
Improvisant une partition
Faite d’étincelles et de flocons
Nous danserons encore une fois émus
Écoutant la belle mélodie de l’Inconnu

11 février, 2012

Vapori di té –

Classé dans : In italiano,Liens,Life,Un peu de moi... — galatea @ 12:47

Image de prévisualisation YouTubeImage de prévisualisation YouTubeVapori di té -  dans In italiano invito-al-viaggio-in-india-per-pomeriggi-di-p-L-1

Vapori di té

Ressemblons-nous à nos boissons ?

Pendant ma vie j’ai essayé
Sans conviction
De conquérir le vif goût
Du noir café

Mais nos rencontres
Même si fréquentes
Demeurent fugaces
Sont bourrasqueuses

Après trois jours
Je perds le calme
Je me transforme
En obsessive qui déraisonne

Et alors je tourne
Mon attention
Vers mon vieux thé
L’ Oolong fumée
En feuille entière et enroulée

Quand je prépare ma tasse de thé
L’Assam , la Chine
Des hautes plaines
Et la Camellia Sinensis laquée
Sont devant moi
Fines et séchées
Les feuilles vertes
Reproduisent le parfum
D’un monde distant
Qui se dilue
Sensuel et relaxant
Dans le
Vapeurs de mon infusion

8 février, 2012

Bending golden daffodils

Classé dans : Amore,Life,Racconti/nouvelles,Un peu de moi... — galatea @ 22:07
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L’argent du Lurpak brille dans la pénombre de la cuisine ce matin, deux tranches de pain grillé au beurre salé et lea vapeur qui se lève du thé vert dans la tasse ocre.
La vieille fenêtre encadre le près enneigé.

Wandsworths coule dans mes pensées quand je revois les jonquilles dorées se plier , lourdes de neige et poussées par le vent de l’ouest.
C’est notre deuxième année au pays des émotions sans fond.
Troupeaux des nuages filent dans les couloirs du ciel , déversant à l’instant la pluie subtile , épineuse de février.

Le tic tac frénétique des goûttes fragilise les vitres vieillis , qui semblent craquer sous la rage de l’eau parsemée par le vent.
Tes mains , chaudes pressent doucement mon ventre.

Assoiffé de café et de câlines supplémentaire , tu t’appuies contre mon dos et me soutiens.
Un rituel.
Je recule à peine, justee pour entrer , complètement ,dans le cocon de ton corps.

Ton bonjour, chuchoté parmi les cheveux , sur mon cou, à gauche, me fait frissonner, dandiner et rire , parler la voix encore peu claire de qui vient juste de quitter un lit chaud où on a bien dormi.

Caresses et brefs massages un peu distraits , sans buts , avant de partir pour la chasse quotidienne , dehors .

J’aime ces frottements de mâle tendre ,désormais habituée à la certitude de ta présence .

C’est comme un savourer plus profond , sans l’ anxiété qui s’insinue quand on vit le précaire fou et intense mais avec l’abysse de la séparation . de la perte angoissantes toujours en face du merveilleux…

Gabrielle , chante sur Radio FM4 , le café monte rapidement et risque de se
verser si on ne baisse pas la flamme.

Encore un peu de ton parfum , de ton goût , encore un regard aux nombreuses jonquilles qui dansent avec le vent.

Je vais poser ce moment de perfection sur la grande feuille délicate de la mémoire , de l’incertitude et de l’éphémère .

12 janvier, 2012

-Bulles de silence- La balancelle qui a perdu l’équilibre -Iceberg & Non , non, je ne peux pas sortir avec Mr Alexandrin !

-Bulles de silence- La balancelle qui a perdu l'équilibre -Iceberg  & Non , non,  je ne peux pas sortir avec Mr Alexandrin !  dans Amore boundfordistantshoreshj7

Des bulles montent
Sellant les vides
Et sans un bruit retombe l’oubli

Comme dans une fugue
En silence majeure
Les bulles arpègent un’alternance
De calme et quiétude

Les yeux se rouvrent
Les mots reviennent
Et le doux rire encore nous entraîne

Une vague lente humecte nos rives
Et de la tempête efface le passage
Nos ventres ferment leur cavités
Nos souffles descendent
Une pièce plus en bas

Des coups j’entends
Qui résonnent clairs
Les battements de nos coeurs
Rebroussant plus légers

La balancelle qui a perdu l’équilibre

A la recherche d’un possible equilibre
Cette balançoire oscille incertaine
Et quand arrive une poussée legère
Elle se balance et tremble peureuse
Petite feuille que le vent
Detache et puis fait tomber

C’est la saison des changements
C’est la saison des soucis qui font mal
Cette balancelle a peur du demain
Comme si un abysse
Pouvait l’attendre
Juste à la fin de son
Vol si normal

59131_424943012108_122494317108_5328405_5344815_n-300x300 dans In italiano
Alla ricerca di un possible equilibrio
Quest’altalena incerta oscilla
E quando arriva una spinta leggera
Ecco, si sbilancia e trema paurosa
Piccola foglia che il vento
Muove , facendola cadere

É la stagione dei cambiamenti
E’ la stagione degli assilli che fan male
Quest’ assicella ha paura del domani
Come se un abisso
La dovesse aspettare
Proprio alla fine
del suo volo cosi abituale
*********************************

Non , je ne peux pas sortir avec Mr Alexandrin !

Je comprends les poètes qui aiment , recherchent et se réfugient dans les bras immortelles de l’alexandrin.

Ils trouvent de la musicalité, de la mesure, du rythme , des confins rassurants et nobilsants pour leurs pensées.

Il y a un subtil plaisir quand on manipule la beauté , on assemble ses fragments choisis , élaborés pendant notre évolution culturelle et qui sont “classiques “.

Ce n’est pas indispensable s’exprimer avec la patine du beau temps qui fut , mais c’est aussi agréablement titillant se mélanger avec les autres, habillés de mots de soie , des tissus souples, si bien expérimentés qui ne creusent et se présentent impeccables , n’importe l’occasion, l’humeur , la rage ou la tristesse .

Revêtus de mots sélectionnés, ciselés, on montre une façade de respectabilité qui invite à l’admiration et à une forme d’imitation de bonnes manières.

L’ Alexandrin , les formes classiques françaises sont en effet l’haute couture de la poésie . Le Chanel numéro 5 qui peut fait tourner la tête à l’aimant du parfum d’autrefois .

En lisant ces vers d’haute lignage , en découvrant leur parfait alignement , on peut ressentir les frissons de la certitude mathématique.

Ce sont beaucoup ceux qui recherchent , désirent au moins une fois par jour trouver de l’ordre , car la vie nous chamboule et jette en l’air soudainement nos points d’appui.

C’est humain le besoin d’ordre, de trouver notre essentiel à la juste place , à l’aveugle , sans étranges migrations de sens et de forme.

Le beau déjà expérimenté, la routine , la reproduction dans le schémas rassurants sont donc un ‘aspiration assez commune , lié à la personnalité de qui écrit ou lit et sait manipuler, avec précision , une matière qui devient encore plus ductile et source de satisfaction quand entre dans le plan préfixé d’une composition .

Mais en écrivant on peut rester la personne qui nous sommes quotidiennement comme comme on peut changer et désirer ouvrir la porte à une partie de nous qui nous appartient , mais que plus difficilement nous savons faire agir dans notre vivre.

Ma rébellion cachée aux règles , par exemple , se montre en plein quand je compose.

En écrivant de vers , je devient sauvage , incapable d’accepter des brides qui ne son pas les miennes .

Chaque poème que j’ecris suit seulement les limites , les confins de mon souffle qui s’arène là où ma spontanéité , ma sincérité m’emmenent .

C’est pour cette raison que je ne suis pas capable de modifier mes écrits après quelque jours.

Un poème écrit, une fois fini l’élan , est hors de moi , avec une fermeture mentale et émotionnelle qui m’empêche de le rouvrir et le transformer.

Peut-être dans mon DNA manque le gêne qui me fait vibrer quand je lis la perfection numérique plus que la sincérité de l’autre.

J’ai encore en moi le marque que certains fragments de poems on laissé en moi il y a longtemps ou récemment.

En général , j’ai compris, ils sont extrait de compositions libres . que je mémorise aussi plus facilement pour leur vers qui forment une image irrégulière et donc pour moi , plus facile à retenir.

Mais c’est aussi leur caractère unique , les mots apparemmèmet moins * galets, polis qui font une trace dans mon réservoir d’émotions.

Comme lectrice je désire pas seulement boire un verre de belles lettres , je veux du jus frais qui contiens les sels minéral de son auteurs. Son aroma spécifique , son rythme intérieur irreproducible par un autre.

J’aime découvrir lex mots traces d’un passage inconnu , diffèrent , sur ce même sol ,avec des tournures et des sources d’illuminations particulière qui mettent en relief un coin , un mots d’experience humaine pour moi encore inexplorée. vierge .

Donnez-moi un accent , une transparence , un fil pour coudre lambeaux d’émotions et je couvrirai mon être éternellement de ce drap-patchwork volé , lecture après lecture aux autres , aux souffleurs de vertiges , aux sculpteurs de la fantaisie.

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Si visi amari, ama.Le Prince …oh le Prince…

Image de prévisualisation YouTubeTip-of-the-Iceberg-207x300 dans Les autres

Sur les confins
D’une Arctique progressive
J’implante et fixe
De points de repère
Ancres invisibles
D’un mente qui fade

Écrire et parler
M’aident pour contrôler
Si l’iceberg de l’évanescence
Est encore stable
Ou a commencé à migrer

Toi , vent que chaud
Effleure mes paupières
Me donnes espoir
Et dissous mes
Angoisses éphémères

Sui confini
di un artico progressivo
impianto e fisso
dei punti di sostegno
ancore invisibili
di una mente che svanisce

Scrivere et parlare
mi aiutano a controllare
se l’iceberg dell’evanescenza
è ancora stabile
o comincia a migrare

Tu , vento che caldo
sfiori le mie palpebre
mi dai speranza
e dissolvi le mie
angosce effimere

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