Galatea Belga Broderies

Bienvenue sur mon blog . Un peu de ma vie mais pas nécessairement le plus essentiel…

9 décembre, 2012

Green slow way

Classé dans : In English,In italiano,Journal,Les autres,Life,Un peu de moi... — galatea @ 9:19

Image de prévisualisation YouTubeGreen slow way  dans In English greenway

 

 

Clean , ancient path

Inside a land fearing changes

Link of a noble body fearing for its own death

 

Clean, suggestive path

Diffuse now your  connecting  power

Release now your real strength

 

Clean,  tenuousus path

Symbol of a new difficult  battle

Grant this valley a future

 

Clean, shear path

Support a new alliance, encourage the different minds

Let a new blood flow, inspire the wind of unity

 

Clear , beautiful path

Help these  humble people

Discover the pleasure of doing

 

Clear, natural path

Consent your  everlasting beauty

And the joy of  living still  here

*******

Antico ,  intatto sentiero

dentro  una terra che teme il cambiamento

tracciato che lega le parti di un nobile corpo che vede la sua fine

 

Suggestivo, intatto sentiero

diffondi ora il tuo potere di collegare

manifesta ora tutta la tua forza reale

 

Tenue , tormentato sentiero

simbolo di una nuova lotta

assicura a questa valle il suo futuro

 

Puro , intatto sentiero

incoraggia una nuova alleanza

lascia fluire una nuova linfa , fa  inalare il vento dell’unione

 

Splendido , intatto sentiero

aiuta questa umile gente

a scoprire il piacere di fare insieme

 

Verde , intatto sentiero

mantieni il tuo selvaggio fulgore

e la nostra gioia di poterci restare

 

 

 

 

 

 

29 novembre, 2012

Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto- A me gli occhi , please !-Scriptum

Classé dans : Brevi,In italiano,Journal,Racconti/nouvelles,Un peu de moi... — galatea @ 20:57

 

Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto- A me gli occhi , please !-Scriptum dans Brevi 12752_392526887483155_992082028_n-229x300

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Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto- A me gli occhi , please !-Racconto

“La mia felicità è la realtà banale di un altro “, questo è il mio motto.
Si , perché amo riciclare , riadattare, reinventare collocazioni e usi , trasformare , sublimare…
Allora, legata come sono al già vissuto come potrei essere travolta da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto ?

A sei anni , non ricevendo , ancora una volta, dei regali , cominciai la serie dei miei natali da favola.
Presi delle vecchie penne stilografiche di mio padre , le avvolsi con cura in carta da regalo e aspettai la notte di Natale per farmi la sorpresa.
Funzionò !
Ho smesso di attendere , faccio.
E mi mi pace sorprendere gli altri , Amo inventare situazioni alla Carrà , senza premi ma con il gusto di aver intuito un desiderio , un bisogno frustrato.
Da allora ho imparato a shakerare le mie risorse , a incorporare un po’ del nuovo giorno che passa e, con il plus di sguardi , frasi , nuove parole e qualche piccolo deplacement , ecco che l’agosto travolgente mi sorprende costantemente e io navigo , spesso accompagnata , nelle acque azzurre di questo mondo , ancora curiosa , ancora stupita…

15 octobre, 2012

Prima o poi

Classé dans : In italiano,Journal,Les autres,Life,Un peu de moi... — galatea @ 16:34

 

Prima o poi dans In italiano 216168_4480322577202_1792563113_n-300x300

 

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Prima o poi…

Prima  o poi riuscirò a parlarti

delle contrade della fiducia

e di quei prati della serenità

 

Prima o poi sentirai il vento

e vedrai infine quel gran vulcano

che guarda il mare e poi borbotta

forse contento

Prima o poi aprirai gli occhi su questo mondo

e  avrai voglia di farlo tuo e rispettarlo

 

Prima o poi riusciremo a inventare

 gesti comuni per fare insieme un  po’ di strada

rendendo belli questi tuoi giorni

di gran ribelle

e anche quelli di altri isolani

che come te non han capito

che nel rispetto cresce la vita

la tenerezza e quel legame  che tutto tiene

 

26 juillet, 2012

Ho vissuto al di sopra della mie possibilità && Notte serena&Being nothing& Nell’ordine della giarrettella

Classé dans : Amore,In English,In italiano,Journal,Life,Non classé — galatea @ 12:06

Ho vissuto al di sopra della mie possibilità && Notte serena&Being nothing& Nell'ordine della giarrettella dans Amore 548482_387152921339455_1916902207_n1-245x300

 

 

Le mie tante vite continuano a rincorrere e a tormentare il mio povero corpo troppo debole e limitato per poterle ancora accogliere e farle divenire…

È finito il tempo dell’espansione gioiosa , dell’avanzata quasi illimitata e del provarsi e reinventarsi con piacere profondo  e puro.

I miei confini sembrano essere  stati identificati e non mi resta che adattarmi a questo spazio delimitato per sviluppare altre capacità.

E’ chiaro che non rinuncio al fare e al modificare, ma  l’ebbrezza del pionierismo , del nuovo da scoprire e fare  diventare mio è ora un’ebbrezza di un tempo che fu.

Ora è il tempo di scegliere e di eliminare per avere un presente gestibile e ancora fruttuoso anche se caratterizzato dall’immobilismo corporeo.

Giocare a partire ancora , ma solo con la mente , questa è la  mia nuova sfida.

E intanto bisogna sfoltire , eliminare quel troppo che non può coabitare con il presente.

Ma quanto è difficile tagliare , allontanare , smettere di mantenere in vita.

Non ho lo spazio fisico per dare sviluppo a certe parti di me , non ho la capacità di armonizzare , in questo luogo e questo tempo degli altrove che mi riportano lontano e rischiano di farmi divenire , ora , un’aliena , una sradicata a casa…

So che ho vissuto come se potessi essere eterna e assolutamente autonoma.

Ma la verità , dimenticata per tanti anni , è che sono una povera mortale che ha bisogno di coordinarsi con gli altri e  l’altro e che deve fare i conti con la realtà.

Troverò  un adattamento , troverò il posto per il sogno…

Continua…

 

 

 

Notte serena

E quando tutti dormono
torna la voglia di fare
e le mille idee che non voglio far svanire

Nella cornice buia
spariscono i confini
mi sembra di navigare
guidata da un delicato vento
alla ricerca di un nuovo vivere
conosciuto soltanto dal mio istinto

Respiro
infine leggera
e ascolto le mie proposte per ritornar serena
domani la luce di questa estate
calda e strana
farà sparire questa ispirante atmosfera

Being nothing…

 

People and places

can change us

and without them

we may feel at  loss

 

These days I wander

like searching for myself

lost somewhere

without knowing my value and weight

 

These days I wonder

If there is a me

without my freedom

and some time just  for myself

 

People and places

make us  what we are

and without them

we are nothing and nowhere

 

 

 

 

Nell’ordine della giarrettella…

Le pale leggere del ventilatore sembrano continuare a spostare altrove l’idea-soluzione per cominciare a fare un po’ d’ordine.
Il caldo , un altro alibi per giustificare l’impossibilità di accorpare i miei tanti vissuti in un’unica, nuova vita.
Le esecrate disarmonie mi paralizzano ma non so dove togliere , tagliare o eliminare completamente. Per ora ammucchio dentro i sacchi di plastica quei giorni non memorabili rappresentati da vestiti scelti male , dai colori ammazza umore o mortificanti nella forma.
E intanto mi chiedo : quante volte sono riuscita a indossare l’abito seconda pelle che mi ha fatto sentire leggera e a mio agio ? Quell abito magico che mette il buonumore e ti fa superare i confini mediocri di un corpo non sempre accettato e di un look spesso non in sintonia con la nostra autentica personalità?
È forse ridicolo immaginare che l’abito conduce il nostro essere verso conquiste interiori , facendoci rimuovere tante barriere esterne ?
Non credo, ogni dettaglio che scegliamo per comporre il nostro insieme visibile agli occhi degli altri , contribuisce al nostro successo o al nostro fiasco come cellule sociali.
Intanto che rifletto , facendo ondeggiare i miei pensieri, ammucchio dei g -strings dei quali non so decidere la sorte.
Oggetti rappresentativi di una certa femminilità sensuale e per niente gioiosa , li getterei tra le cose non riciclabili, per decretarne l’abolizione definitiva.
Quanti indumenti , strumenti , efficaci , di tortura psicologica continuiamo a mettere noi donne , pur di non restare fuori dal gruppo delle sensuali e attraenti e necessariamente appetibili ?
Il g-string non segna sotto i pantaloni o certi vestiti aderenti , magnifico ! ma segna dentro i solchi naturali del nostro corpo sinuoso ma bisognoso di libertà e protezione nei movimenti.
Quanto è antico il discorso sulla necessità dei tessuti che ci coprono e quanto esso è legato alla mentalità ,ai bisogni suggeriti e imposti dell’epoca in cui viviamo ?
Troppe spesso , soprattutto noi donne , sottoposte alla scelta degli uomini, anche a causa dei nostri numeri ancora abbondanti , pur di di garantirci il colpo d’occhio selezionatore e poi una certa stabilità di interesse nei nostri riguardi , apparecchiamo il nostro corpo con autentici strumenti di tortura che hanno la funzione di mostrarci , sottolineare i punti di forza di sempre di una femmina.
Ecco, noi continuiamo a restare soprattutto delle femmine che si fermano davanti alla soglia del divenire donne, cioè essere pensanti dotati di fascino e capaci di gestirsi e gestire il mondo.

27 juin, 2012

Bampslaan , 1& Orientamento&Volatile

Classé dans : Journal,Les autres,Life,Un peu de moi... — galatea @ 12:40

Bampslaan , 1& Orientamento&Volatile dans Journal 156119_f520-300x215

 

 

 

 

 

 

 

 

Dormir c’est un peu partir
revisiter les ans passés
seulement dans les rêves
elle pourra  re-vivre  les belles rencontres
et ses pas ici

Tout son bouddhisme , exploité au moment
la fait partir sèche et sereine
plus tard peut-être gargouillera
la nostalgie d’une solitude
exubérante de plénitude

Combien de nuits avec son thé elle a profité
des feuilles dansantes
de leur murmure comme compagnie
inspiration pour ses poèmes
pour son journal de femme rêveuse
pour ses théories de galaheureuse

Elle dit adieu à chaque coin
où son regard s’est allé poser
faisant vibrer son âme fragile
tourbillonnant sa plume si jeune
et mitigeant les mélancolies
d’une vie ouverte à plusieurs vents

Elle couvre les jours vécus ici
avec son voile nacré d’emois
et puis  les sigle avec le sceau de son intime

 

 

 

Orientamento

 

A suivre…

 

Orientation

Se réveiller , ne sachant pas
qui vous êtes, où vous êtes …

Il m’arrive et pas seulement lorsque je
viens de déménager.

Parfois, je crois avoir vraiment envie de recommencer
avec une autre peau et voir l’effet qu’il fait.

Peut-être c’est la
curiosité, la fatigue… ou le besoin de voir si mes limites ou mes
passions
sont vraiment immuables.

Allongée à l’intérieur de ma cage, confortable,
si j’ évite de m’attarder trop, de réfléchir , je continue à ajouter de l’eau
dans le bouillon de jours , remuant la même soupe
avec un peu de musique, de
bons livres, une conversation agréable. Alors , comme avec du bon parmesan, je
me sers ma nourriture saine dont la saveur est ponctuellement
délicieuse.

Pourtant, quand je me réveille et je me retrouve à nouveau
avec ce corps étrange
qui persiste à marquer un « il y a plusieurs années, » je
me demande ce que je ressentirais si j’avais une autre aspect ou si je devais
continuer à vivre après d’autres épreuves, bien plus difficiles.

Je
m’étire et je pense, que même comme une inconnue, une sans-identité
en
focalisant mes envies, je voudrais juste aller au soleil, à la mer, désirant le
parfait oubli ou au moins rester un certain temps « sans histoire et sans
tâches ».

Les devoirs , les taches … notre poison pour une vie
confortable.
Vous payez en monnaie tache et, en retour, vous avez la
permission de demeurer avec les autres, évitant de payer chére une visibilité
supplémentaire, le
mal à l’aise social qui marginalise et qui difficilement
fait re-trouver le chemin du banal, de l’acceptable qui …unit et
harmonise.

Je ferme les yeux pour saisir, à la volée, des images que mon
subconscient, m’offre.
Je les regarde attentivement, une par une et toi , le
fabricant de mélancolie voluptueuses au fond double, tu es là , après tout ce
temps.

Avec mon marqueur, vert, je mets en valeur ton soupçon de sourire,
les
bulles de tes pensées constantes et j’annule », avec une signe mauve, tes
excès glorieux …

 

Svegliarsi e non sapere chi sei, dove sei…

Mi capita e non solo quando cambio casa.

Qualche volta vorrei davvero ricominciare con un’altra pelle e vedere l’effetto che fa.

Curiosità , stanchezza , bisogno di vedere se i limiti che ho o le mie
passioni sono davvero inalterabili.

Sdraiata dentro la mia gabbia, comoda quando evito di soffermarmi troppo , quando aggiungo acqua al brodo dei miei giorni e continuo a rimescolare la stessa zuppcon un po’ di musica , buone letture ,
qualche bella conversazione che, come un buon
parmigiano, danno un meraviglioso sapore.

Eppure, quando mi sveglio e mi ritrovo ancora con questo strano corpo che si ostina a segnare “tanti anni fa “, mi chiedo cosa sarei io se avessi un altro aspetto o dovessi vivere dopo altre prove.

Mi stiracchio e immagino che, anche da sconosciuta, senza identità rifocalizzata, voglio andare al sole al mare, perfetta smemorata che desidera restare ancora un po’ senza storia e senza doveri.

I doveri, il veleno comodo della vita. Tu paghi in doveri e in cambio
stai insieme agli altri evitando di pagare il sovrapprezzo della visibilità scomoda che emargina e non sa farti ritrovare la strada facile per il banale, l’accettabile che unisce e che armonizza.

Chiudo gli occhi e afferro le immagini al volo che il mio inconscio mi
offre .

Le guardo intensamente ad una ad una e tu sei là, fabbricatore di voluttà malinconica a doppio
fondo…

Con l’evidenziatore, verde, sottolineo il tuo accenno di sorriso , le
bollicine dei tuoi pensieri costanti e « annullo », con un tratto mauve, le tue intemperanze gloriose.

VOLATILE

Ancora un giro di chiave

e cinque anni saranno chiusi

nella bolla ermetica del tempo

 

Mi lascio andare con

l’idea del sogno in testa e ho sempre ragione

perché tanto tutto passa e niente resta

 

Scivolo sulle pareti di vetro

della vita come ogni altro, incapace

di bloccarla o afferrarla

 

Sapori , emozioni,ricordi ,parole…

un volatile riproponibile

un volatile condivisibile

 

 

 

23 juin, 2012

Middle of the road& Vivo d’altro…& Defragmentazione

Classé dans : Amore,Journal,Les autres,Life,Tristes,Un peu de moi... — galatea @ 16:36

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Des Abbas pleurent un amour fini

je prends des notes pour cicatriser

c’est trop sucré pour l’aimer vraiment

mais pour choisir

je n’ai plus le temps

 

Le Grote Markt est plein d’oranges

ds verts brillants fruits de saison

je me repose quand un look vintage

passe devant me soulager

 

Quelle obsession rester dans le  creux

les vagues montent autour du recif

demain elles auront laissé

un peu d’ecume

et le debris d’un temps passé

 

 

Vivo d’altro…

 

Perché cercate qui

la junkie d’emozioni

vi  lascio i vostri istanti

di magiche illusioni

le tante fughe folli

di monche prospettive

Tenetevi gli strappi

e gli orli rovinati

battete i vostri colpi

ai veli del pudore

spostate i vostri limiti

secondo le attrazioni

 

Lasciatemi creare

le mie connessioni

con tutti i santi buchi

di assenze e comprensioni

e quella calma aria

che placa il vento forte di certe commozioni

 

***

Defragmentazione

 

Un filo d’aria

apre i polmoni

e l’odor di pioggia

sembra un aroma

 

Chiudo le palpebre

infine rilassata

le gocce sui vetri

disolvono  l’amaro e il sale

si espande padrona

la leggerezza della nuova fase

Domani , Galatea

sarà di nuovo al sole

 

Quel vago odor…

E , prepotente

ritorna ancora

quell’odor vago d’inconsistenza

che attira sempre livide presenze

E, quando scrosti la vernice

ritrovi ancora i vecchi tarli

quelle ossessioni

traits d’union fatali

che scavan dubbi

e crean mali

 

 

19 juin, 2012

Madame Betty près du virage inconnu -Encore un solstice ! La Frattura del Cerchio

Classé dans : In italiano,Journal,Les autres,Life,Tristes,Un peu de moi... — galatea @ 13:53

Madame Betty près du virage inconnu -Encore un solstice ! La Frattura del Cerchio  dans In italiano 376996_10150519101768966_1848750686_n-300x225

Si pendant ces cinq ans j’avais donné un peu plus d’attention à Madame Betty je ne serais jamais arrivée ici , le long de la route de la poésie virtuelle.

Mes mauvaises habitudes et mon besoin de faire plusieurs actions en même temps, m’ont poussée à dédier plus de temps aux situations virtuelles plus que à ma vie de Hasseltlaar *.

Internet permet de gagner du temps ou de le gaspiller, selon notre capacité de fonctionner comme dévorateurs de la vie ou de contemplateurs de ce monde.

Moi , je contemplerai plus tard, s’il existe une autre dimension sans ordinateurs , sans une nature qui coupe le souffle à chaque oscillations des saisons , ou des amis qui habitent le jardin de la terre ou sans les rumeurs d’un monde qui pullule d’évènements et effervescences pas toujours digestibles.

Madame Betty , une belle dame de Namur , a fait sa résistance à son mari et au peuple de Flandres en s’imposant , doucement , de parler toujours Français même après 60 ans de vie à Hasselt.

Notre première rencontre fut amicale et tres, très prometteuse.
Elle avait à coté une voisine qui parlait volontiers en Français, moi une dame aimable qui me rappellait une version plus sophistiquée de ma mère.

Madame Betty , comme certaines femmes d’autrefois, a vécu une vie de ménagère heureuse, de luxe , dédiant son temps et ses ressources à la famille , aux voyages , à ses passe-temps.

Mais l’âge transforme la vie gâtée du début en quelque chose de précieux mais chaque jour plus vidée de la vraie vie.

La carrière des enfants , les nouvelles familles qui se créent, là où le job les emmène, modifient le nid accueillant et chaud d’antan. Il devient un sanctuaire de photos aux corniches d’argent et des ornements précieux , obole pour une absence coupable , une soustraction progressive de la vie quotidienne d’une mère.

Au début j’ai connu une dame en plein tourbillon de sorties , croisières qui reusissaient à combler son vide, mais la perte d’un fils encore jeune à fait mincir ,disparaître le joie de vivre de ma voisine resplendissante.

Les larmes ont remplacé son beau sourire et jour , après jours tout son corps a pris la forme d’un fruit pulpeux qui se sèche progressivement à l’interieur.

Je pars sachant qu’elle sera difficilement là quand je reviendrai saluer les amis de Hasselt.

Je pars de hâte car je sais que, dans l’ile aux fleurs d’orangier, une autre maman attend de ne chercher plus la compagnie virtuelle d’un chaton qui, sympathique , répète toutes ses phrases et la fait sourire en attendant le retour de qui peut la fait ressentir encore une mère , une vivante.

De LPDP
Je ne suis pas même la voisine de Ronsard (Eluard j’aime déjà moins) …et je n’ai pas les tripes pour le fond ni la passion ou la maîtrise pour une forme inoubliable .
Pourtant, certains de mes oeuvres reflètent si bien des jours de ma vie que, en les relisant , les larmes ou le sourire se reproduisent ponctuellement, comme avec les poèmes mémorables qui ont signé mon goût et m’ont formé.

La publication-lecture sur un site est autre chose.

La lecture, avec un livre dans les mains , demande d’acheter , débourser de l’argent ou faire un vrai choix, même minimum, comme celui d’entrer dans une bibliothèque et sélectionner un bouquin.

Ici , surtout quand on devient fréquentateurs habituels, notre profil de lecteurs&critiques de poésie change à cause des liens qui se créent entre les membres et aussi pour toute une série de réactions d’équilibre, entre donner et avoir et besoin, présents en chacun de nous – d’être vu , identifié et apprécié.

S’en sortir de ce piège, pour donner des comments les plus possible proche de notre honnêté intellectuelle, mais subjective, n’est pas impossible, mais ça dépend de notre personnalité , notre goût ( et ici , oh combien de goûts circulent !!!!) et du but primaire qui nous fait entrer dans ce magique , influençable cirque de l’imaginaire et du possible…

Je suis comme toi Lilia une fréquentatrice habituelle
ou bien une fréquentateuse habituelle
une mauvaise fréquentation
qui fricote et fait des frasques
Fréquemment tentatrice
Actrice fantasque.

Je propose que tu publies ton propre dictionnaire : le Galatea Illustré. Dont la devise serait : « Je t’aime à tout vent »

Encore un Solstice !

Clouant des nuages
au pole de l’été
je vois le nord
ma direction confuse

Le jour qui met
sa robe longue de lumiere
fait le solstice
entre la raison et les trompantes envies

Sera la lune
qui inspirera ta plume
vers ses rondeurs
les fossés du malheur ?

Ou bien la vie que
en toute sa splendeur
te faira voir le Bien
mais sans tuer ton coeur

********

 

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La Frattura del Cerchio

Appesa al giorno
soffoco un pò
e l’asfissia provoca emboli
ictus di umore
e la frattura del cerchio da chiudere

Blindata muovo
uno o due pezzi
sulla scacchiera di un mese fioco
manca l’afflato
e i pensieri diventano nuvole
che qualche scossa
fa di nuovo piovere

Come una mosca
mi poso ignara
domani o l’altro
forse saprò
se è cosi giusto
scoprire cosa fare

16 juin, 2012

Vincoli & Estinguere & Tra gli Alambicchi dei tuoi Fumi& Tes Larmes au Vent &L’ Ivrogne d’en bas

Classé dans : Amore,Brevi,In italiano,Journal,Liens,Tristes,Un peu de moi... — galatea @ 12:50
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Vincoli & Estinguere & Tra gli Alambicchi dei tuoi Fumi& Tes Larmes au Vent &L' Ivrogne d'en bas dans Amore 582486_358650310856383_138525682868848_907311_247816081_n-257x300

La lunga lista perde il suo peso
a ogni porta che viene chiusa
e quando cessa un altro gioco
l’eco che lascia
pulsa l’angoscia per il nuovo ignoto

Qualcosa rode dietro le quinte
un urlo atroce
che vien sospinto
dentro le viscere trova rifugio
e poi da li dirigerà
l’orchestra della nuova vita
con quelle note prive di suono
e il gran vincolo
dell’abbandono

ESTINGUERE

Nella soffitta
ben sigillati restano i vuoti
di un’altra vita
e poiché aprire
fa un po’ sparire
io tengo chiusi ricordi e carte
e quelle vite imbavagliate
che hanno scelto
un anno o un giorno
sbagliando luogo
tirando a sorte
tra emozioni e possibilità

Ora vi aggiungo qualche rancore
delle paure senza ragione
facendo un sottovuoto spinto
calco la penna e il malumore
cosi
estinguo
certe ragioni e strani furori

Tra gli Alambicchi dei tuoi Fumi

Quelle silhouettes che hanno un nome
quelle voglie che bien distinte
colano dentro le tue parole
fiumi di intense malinconie
rapaci sogni ad ali spiegate
che tu affiggi sui muri neutri

Strani alambicchi accolgono i fumi
dei tuoi pensieri diritti o rovesci
domani allora potro’ scoprire
se tra le iperboli tanto amate
c’era l’essenza di un po’ di te
e quella rara riproduzione
dei movimenti senza illusioni
dei veri battiti del tuo cuore

Tes Larmes au Vent
Pleurer, pourquoi ?

Pleurer, pourquoi ?
quand cette merveille tourne encore
et nous avons devant nous
encore et encore
de belles aurores
et la nature qui nous entoure ?

L’amour entre nous
entretenu
nourri et tenu
sera un bijou
toujours précieux et notre Nous

Si tu connais de cet amour
la vraie racine
alors rien plus
pourra l’éteindre ou l’ abîmer
avec des ombres ou vaines chimères

Regarde bien les ans passés
tu trouveras la bonne clé
et enfin comprendre
que quand on fait un mariage d’âmes
malgré le temps ou la distance
continuera sa douce danse et sa flamme vive

L’Ivrogne d’en bas

L’ivrogne d’en bas
ignore la lune
il fait sa danse
près du lampion
mimant les gestes d’une conversation

La nuit il drague son envie de vivre
mais les vapeurs des bières
des Flandres
éloignent sa belle
perfide et sobre

L’ivrogne d’en bas
chante sa rage
invente une vie dans ses gestes de fou
pleure le manque
hurle sa douleur

La nuit il raconte son échec visible
sa solitude
son envie d’aimer
et les étoiles comme les voisins
restent en silence
devant sa défaite

9 juin, 2012

La brocante & Ameba & Verso l’alba…& Tangences

(more…)

6 juin, 2012

La fin du long jour du Nord

Classé dans : Amore,In italiano,Journal,Les autres,Life,Tristes,Un peu de moi... — galatea @ 14:12
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La fin du long jour du Nord dans Amore sunset-on-water1-300x225

Il est 21h40. Le ballon rougeâtre descend
Sans hâte dans le canal
Pour ses jeux avec la nuit.

Les sens anesthésiés
Je débranche mon coeur
Regardant les effacements
Progressifs de ma routine.

Ces jours de juin deviennent
Rideaux couvrant un vécu.
Je décolle mes morceaux
Me laissant aller dans la courante du temps.

Quelque part, plus tard,
Je jetterai mon ancre.
L’illusion de renaître encore
Pour cultiver encore une fois
La vie, ses folies.

Mais deep down
Je le sais
Que j’ai coupé des liens
Et aussi un peu de moi
Pendant toutes mes transformations.

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