Accueil 2018 Ciao, caro Jano

Ciao, caro Jano

0
0
90

Image de prévisualisation YouTube

1796_39701253965_8098_n

Ciao, caro Jano!

Ci sono persone che più di ogni altra raccontano un luogo.

Jano, racconta Mitogio.

Il suo DNA è tutto intriso di questa unica strada e dei due quartieri divisi tra la parte bassa della chiesa e quella più a monte.
Esso ha eliche che si ripetono come i giorni, le stagioni che lui, immancabilmente, ha vissuto in questa valle e con tante generazioni di mitogesi.

Ragazzo, sei stato protagonista con la tua famiglia della piccola imprenditoria locale con due botteghe emporio tra Mitogio e Castrorao. Allora bisognava essere caparbi e pronti ad affrontare anche le piogge alluvionali di certi lunghi autunni per attraversare i torrenti , costeggiare il fiume in piena con l’ape. Bisognava rifornire di farina e pasta il popoloso e antico villaggio e portare la crusca per i numerosi animali chiusi nelle stalle.

Poi, la raccolta del latte da portare al caseificio. Eri conosciuto da tutti e rappresentavi il legame quotidiano tra la campagna succube delle stagioni e i centri già più vivaci della costa.

Sei stato sempre abituato a chiaccherare con tutti, a conoscere tutti. Hai sviluppato la facilità di interpretare i segni caratteristici dell’altro con un colpo d’occhio e questo ti ha reso unico.

Le sere d’estate hai dato sempre tu l’avvio per il ritrovarsi nel nostro soggiorno aperto che è la strada di Mitogio, con i suoi gradini davanti alle case, sedili della « villa » che non abbiamo mai avuto, luogo di ritrovo senza ornamento tranne le nostre risate e la nostra gioia pura di stare insieme.

Hai subito gli attacchi della vita. Ma dopo ogni colpo, quasi mortale, hai tirato fuori altre caparbietà e dolcezze che ti hanno modificato e trasformato nel nostro pilastro della vita sociale , sempre più magra, di frazione ai margini, eppure cosi speciale.

Asparagi, origano dei fianchi di queste colline, oramai aspre e piene di rovi, sono state le tue ultime conquiste, come il tuo orto impeccabile e fruttifero.

Chi troveremo ora subito dopo il ponte , ad aspettarci per iniziare le danze delle battute e delle ironie senza fine ?

Come ci alleneremo per mantenere in vita i nostri ricordi di comunità…che fu ?

In questi giorni tutti siamo venuti a salutarti e tu ci hai regalato un sorriso, un cenno della mano sempre meno visibile.

Andrai, ora, a creare un muretto anche in quell’altrove? ne sono sicura, e avrai molta più compagnia di noi. Perchè è li che i mitogesi, oramai possono ritrovarsi, numerosi, e spero felici, come un tempo.

Charger d'autres articles liés
Charger d'autres écrits par galatea
  • Decostruzioni

    E non vorrei dimenticarti. Raccolgo tutto per non farti sparire e indosso anche le tue par…
  • Così mi pare

        Vadano dove vogliono tutti questi giorni. Le loro ossa, reticolo di tristezz…
  • Quell’urlo ancora ignoto.

      Non conosco la tempesta che mi sdradica. Sono onde furiose, accanite strappaterra, …
Charger d'autres écrits dans 2018

Laisser un commentaire

Consulter aussi

Word

       Volubile Instable Un narcisse qui aime plaire Toi l’artiste Au cœur de ca…