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Frescure…

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Stendersi, appoggiare le membra di piombo come per liberarsene e, infine, incominciare davvero a respirare.

L’afa, accumulata in ogni poro,  esala lentamente e il corpo entra nella fase di relax , grato  e nuovamente disponibile a dialogare con la mente.

Il buio , l’oasi di silenzio creata dalla notte avvolgono gambe e braccia e la schiena si abbandona, senza più il peso delle lunghe ore dominate da un sole padrone,  impietoso e dispotico.

I lembi di cotone rosa coprono appena le rotondità lisce e già abbronzate, delimitando i confini di una pelle avida di ossigeno, di natura e di semplicità.

La brezza, artificiale, del  ventilatore e il frinire dei grilli dialogano con le foglie creando il sottofondo per una rêverie senza tempo e senza spazio.

Distese di sabbia rossa del Devon si sovrappongono ad angoli di città animate, voci che mescolano dialetto e espressioni straniere riportano messaggi  di pezzi di vita inconciliabili, sovrapposizioni dai bordi visibili, ineludibili.

Uno strano mosaico si forma e scompare al battere delle ciglia, a ogni sfioramento gradevole che l’aria, appena tiepida della camera, fa sulle spalle nude, sulle gambe che sembrano accennare ,muovendosi, a  vecchi e nuovi percorsi .

Qualche ciocca, ormai lunga , mossa dal venticello, sfiora le mie guance, passa davanti agli occhi  e resto sorpresa dalla sua nuance insolita . Il va e vieni di immagini fa dimenticare l’anno e il dove  , avvolta tra  i quadri di allora, potrei ancora vedermi allo specchio con i capelli  corti, ramati e con lo stesso sguardo che cerca d’indovinare il varco per un altrove.

Sono tornata. Il pigmento sui capelli è come la patina degli anni vissuti altrove , un indispensabile segno per far capire agli altri e per far ricordare a me stessa che niente può essere rivissuto . Si può solo andare avanti,  utilizzando i sedimenti  del passato per costruire ancora , evolvere senza rimpianti.

Personaggi , amici , spettatori di altre mie vite, si sovrappongono senza alcun nesso apparente e mi è impossibile fermare una posa , un gesto , una parola…

Tutto è sfocato , imprendibile , passaggio sullo schermo della mia memoria vacillante che passa da un’emozione all’altra , senza sostegno, senza un interlocutore con il quale dilatare, dipanare fili meravigliosamente intrecciati che , forse , non saprò mai più allargare e rivedere in tutto il loro intenso colore .

Delle parole martellano , fanno toc toc sulla  porta della mia coscienza, tengono sveglia la mia voglia di non lasciarmi , andare o  farmi sopraffare dall’intensità dei momenti vissuti, dalla nostalgia..

Un troppo pieno mi sommerge  e m’  impedisce di individuare l’essenziale per il nuovo quotidiano. Una valanga di vissuto si riversa tra le mie pareti mentali,   paralizzandomi con del  troppo che non desidero né dimenticare,  né lasciare.

Come un ghiacciaio  trascino tutto con me , scavando tra le mie forze e assottigliandole fino alla paralisi.

Le note di un’ eco- inattesa – mi svegliano da questo torpore , mi staccano un po’ dalla fitta rete di appigli emotivi che ho paura di lasciare andare  e di dimenticare.

Vorrei un presente immenso , una scena popolata da tutti i miei legami , quelle parti di  me nate ad ogni incontro , a ogni scintilla di contatto intenso e profondo.

La mia forza , il mio sostegno per questi anni sospesi tra realtà visibile e   realtà delle emozioni , tende la mano amica , rassicurante e mi fa andare oltre , sorpresa, stupita e   incredula…

Ogni pensiero che riesco a formulare sembra trovare , per incanto una sua risposta , un completamento …da sempre vi  ho rinunciato , eppure il dialogo è costante , istintivo , armonioso…

Non ho mai capito molto della nostra natura di essere viventi comunicanti e empatici , non cerco più di  comprendere . Socchiudo gli occhi e so che non sono da sola…

Dal bagno accanto arriva il rumore dell’acqua della doccia, poi tace. Alcuni minuti ancora e comincerà la parte più intensa della fase relax della giornata.

Come con una terapia dello spirito e dell’intimo, i sensi saranno dolcemente attivati per dare e ricevere e tutte le mie vaganti farneticazioni tra passato e futuro saranno inchiodate da un coinvolgente , profumato presente.

 

 

 

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