Galatea Belga Broderies

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26 juillet, 2012

Ho vissuto al di sopra della mie possibilità && Notte serena&Being nothing& Nell’ordine della giarrettella

Classé dans : Amore,In English,In italiano,Journal,Life,Non classé — galatea @ 12:06

Ho vissuto al di sopra della mie possibilità && Notte serena&Being nothing& Nell'ordine della giarrettella dans Amore 548482_387152921339455_1916902207_n1-245x300

 

 

Le mie tante vite continuano a rincorrere e a tormentare il mio povero corpo troppo debole e limitato per poterle ancora accogliere e farle divenire…

È finito il tempo dell’espansione gioiosa , dell’avanzata quasi illimitata e del provarsi e reinventarsi con piacere profondo  e puro.

I miei confini sembrano essere  stati identificati e non mi resta che adattarmi a questo spazio delimitato per sviluppare altre capacità.

E’ chiaro che non rinuncio al fare e al modificare, ma  l’ebbrezza del pionierismo , del nuovo da scoprire e fare  diventare mio è ora un’ebbrezza di un tempo che fu.

Ora è il tempo di scegliere e di eliminare per avere un presente gestibile e ancora fruttuoso anche se caratterizzato dall’immobilismo corporeo.

Giocare a partire ancora , ma solo con la mente , questa è la  mia nuova sfida.

E intanto bisogna sfoltire , eliminare quel troppo che non può coabitare con il presente.

Ma quanto è difficile tagliare , allontanare , smettere di mantenere in vita.

Non ho lo spazio fisico per dare sviluppo a certe parti di me , non ho la capacità di armonizzare , in questo luogo e questo tempo degli altrove che mi riportano lontano e rischiano di farmi divenire , ora , un’aliena , una sradicata a casa…

So che ho vissuto come se potessi essere eterna e assolutamente autonoma.

Ma la verità , dimenticata per tanti anni , è che sono una povera mortale che ha bisogno di coordinarsi con gli altri e  l’altro e che deve fare i conti con la realtà.

Troverò  un adattamento , troverò il posto per il sogno…

Continua…

 

 

 

Notte serena

E quando tutti dormono
torna la voglia di fare
e le mille idee che non voglio far svanire

Nella cornice buia
spariscono i confini
mi sembra di navigare
guidata da un delicato vento
alla ricerca di un nuovo vivere
conosciuto soltanto dal mio istinto

Respiro
infine leggera
e ascolto le mie proposte per ritornar serena
domani la luce di questa estate
calda e strana
farà sparire questa ispirante atmosfera

Being nothing…

 

People and places

can change us

and without them

we may feel at  loss

 

These days I wander

like searching for myself

lost somewhere

without knowing my value and weight

 

These days I wonder

If there is a me

without my freedom

and some time just  for myself

 

People and places

make us  what we are

and without them

we are nothing and nowhere

 

 

 

 

Nell’ordine della giarrettella…

Le pale leggere del ventilatore sembrano continuare a spostare altrove l’idea-soluzione per cominciare a fare un po’ d’ordine.
Il caldo , un altro alibi per giustificare l’impossibilità di accorpare i miei tanti vissuti in un’unica, nuova vita.
Le esecrate disarmonie mi paralizzano ma non so dove togliere , tagliare o eliminare completamente. Per ora ammucchio dentro i sacchi di plastica quei giorni non memorabili rappresentati da vestiti scelti male , dai colori ammazza umore o mortificanti nella forma.
E intanto mi chiedo : quante volte sono riuscita a indossare l’abito seconda pelle che mi ha fatto sentire leggera e a mio agio ? Quell abito magico che mette il buonumore e ti fa superare i confini mediocri di un corpo non sempre accettato e di un look spesso non in sintonia con la nostra autentica personalità?
È forse ridicolo immaginare che l’abito conduce il nostro essere verso conquiste interiori , facendoci rimuovere tante barriere esterne ?
Non credo, ogni dettaglio che scegliamo per comporre il nostro insieme visibile agli occhi degli altri , contribuisce al nostro successo o al nostro fiasco come cellule sociali.
Intanto che rifletto , facendo ondeggiare i miei pensieri, ammucchio dei g -strings dei quali non so decidere la sorte.
Oggetti rappresentativi di una certa femminilità sensuale e per niente gioiosa , li getterei tra le cose non riciclabili, per decretarne l’abolizione definitiva.
Quanti indumenti , strumenti , efficaci , di tortura psicologica continuiamo a mettere noi donne , pur di non restare fuori dal gruppo delle sensuali e attraenti e necessariamente appetibili ?
Il g-string non segna sotto i pantaloni o certi vestiti aderenti , magnifico ! ma segna dentro i solchi naturali del nostro corpo sinuoso ma bisognoso di libertà e protezione nei movimenti.
Quanto è antico il discorso sulla necessità dei tessuti che ci coprono e quanto esso è legato alla mentalità ,ai bisogni suggeriti e imposti dell’epoca in cui viviamo ?
Troppe spesso , soprattutto noi donne , sottoposte alla scelta degli uomini, anche a causa dei nostri numeri ancora abbondanti , pur di di garantirci il colpo d’occhio selezionatore e poi una certa stabilità di interesse nei nostri riguardi , apparecchiamo il nostro corpo con autentici strumenti di tortura che hanno la funzione di mostrarci , sottolineare i punti di forza di sempre di una femmina.
Ecco, noi continuiamo a restare soprattutto delle femmine che si fermano davanti alla soglia del divenire donne, cioè essere pensanti dotati di fascino e capaci di gestirsi e gestire il mondo.

22 juillet, 2012

Frescure…

Classé dans : Non classé — galatea @ 7:23

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Stendersi, appoggiare le membra di piombo come per liberarsene e, infine, incominciare davvero a respirare.

L’afa, accumulata in ogni poro,  esala lentamente e il corpo entra nella fase di relax , grato  e nuovamente disponibile a dialogare con la mente.

Il buio , l’oasi di silenzio creata dalla notte avvolgono gambe e braccia e la schiena si abbandona, senza più il peso delle lunghe ore dominate da un sole padrone,  impietoso e dispotico.

I lembi di cotone rosa coprono appena le rotondità lisce e già abbronzate, delimitando i confini di una pelle avida di ossigeno, di natura e di semplicità.

La brezza, artificiale, del  ventilatore e il frinire dei grilli dialogano con le foglie creando il sottofondo per una rêverie senza tempo e senza spazio.

Distese di sabbia rossa del Devon si sovrappongono ad angoli di città animate, voci che mescolano dialetto e espressioni straniere riportano messaggi  di pezzi di vita inconciliabili, sovrapposizioni dai bordi visibili, ineludibili.

Uno strano mosaico si forma e scompare al battere delle ciglia, a ogni sfioramento gradevole che l’aria, appena tiepida della camera, fa sulle spalle nude, sulle gambe che sembrano accennare ,muovendosi, a  vecchi e nuovi percorsi .

Qualche ciocca, ormai lunga , mossa dal venticello, sfiora le mie guance, passa davanti agli occhi  e resto sorpresa dalla sua nuance insolita . Il va e vieni di immagini fa dimenticare l’anno e il dove  , avvolta tra  i quadri di allora, potrei ancora vedermi allo specchio con i capelli  corti, ramati e con lo stesso sguardo che cerca d’indovinare il varco per un altrove.

Sono tornata. Il pigmento sui capelli è come la patina degli anni vissuti altrove , un indispensabile segno per far capire agli altri e per far ricordare a me stessa che niente può essere rivissuto . Si può solo andare avanti,  utilizzando i sedimenti  del passato per costruire ancora , evolvere senza rimpianti.

Personaggi , amici , spettatori di altre mie vite, si sovrappongono senza alcun nesso apparente e mi è impossibile fermare una posa , un gesto , una parola…

Tutto è sfocato , imprendibile , passaggio sullo schermo della mia memoria vacillante che passa da un’emozione all’altra , senza sostegno, senza un interlocutore con il quale dilatare, dipanare fili meravigliosamente intrecciati che , forse , non saprò mai più allargare e rivedere in tutto il loro intenso colore .

Delle parole martellano , fanno toc toc sulla  porta della mia coscienza, tengono sveglia la mia voglia di non lasciarmi , andare o  farmi sopraffare dall’intensità dei momenti vissuti, dalla nostalgia..

Un troppo pieno mi sommerge  e m’  impedisce di individuare l’essenziale per il nuovo quotidiano. Una valanga di vissuto si riversa tra le mie pareti mentali,   paralizzandomi con del  troppo che non desidero né dimenticare,  né lasciare.

Come un ghiacciaio  trascino tutto con me , scavando tra le mie forze e assottigliandole fino alla paralisi.

Le note di un’ eco- inattesa – mi svegliano da questo torpore , mi staccano un po’ dalla fitta rete di appigli emotivi che ho paura di lasciare andare  e di dimenticare.

Vorrei un presente immenso , una scena popolata da tutti i miei legami , quelle parti di  me nate ad ogni incontro , a ogni scintilla di contatto intenso e profondo.

La mia forza , il mio sostegno per questi anni sospesi tra realtà visibile e   realtà delle emozioni , tende la mano amica , rassicurante e mi fa andare oltre , sorpresa, stupita e   incredula…

Ogni pensiero che riesco a formulare sembra trovare , per incanto una sua risposta , un completamento …da sempre vi  ho rinunciato , eppure il dialogo è costante , istintivo , armonioso…

Non ho mai capito molto della nostra natura di essere viventi comunicanti e empatici , non cerco più di  comprendere . Socchiudo gli occhi e so che non sono da sola…

Dal bagno accanto arriva il rumore dell’acqua della doccia, poi tace. Alcuni minuti ancora e comincerà la parte più intensa della fase relax della giornata.

Come con una terapia dello spirito e dell’intimo, i sensi saranno dolcemente attivati per dare e ricevere e tutte le mie vaganti farneticazioni tra passato e futuro saranno inchiodate da un coinvolgente , profumato presente.

 

 

 

16 juillet, 2012

Che strane danze fa il vento stanotte…&Galleggiamenti

Classé dans : Non classé,Rècents — galatea @ 16:06

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Che strane danze

fa il vento stanotte

e quale musica adora  sentire !

 

Didjeridoo suonano

insieme

quando la terra

respira costante come in un cerchio

fatto di affanni

 

Le fiamme si alzano

feroci

possenti

e in un istante  divorano  rovi e

piante sui monti

 

Che strano charme

stanotte ha la valle

l’aria é vibrante di suoni e colori

e i fuochi spenti son stelle cadenti

 

L’odore acre del fumo

di  canne

di ulivi antichi dal fuoco divino

riempie le case

risveglia i dormienti

spaventa tutti e li lascia sgomenti

 

Galleggiamenti

 

Resto a galla tra i flutti dei giorni

aggrappandomi alla zattera

delle tue attenzioni

 

Cammino sulla sabbia dorata

lasciando le impronte

di un cuore alleggerito

 

Ascolto i bisbigli del vento

per indovinare

ogni tua emozione

 

Non ci sono codici da scoprire

ma una legge tutta da inventare

ascoltando e lasciandosi ascoltare…

 

 

 

 

8 juillet, 2012

Grazie , Camilleri ! E-vasi & Che anno è ?

Classé dans : Non classé — galatea @ 0:05

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Le parole sono potenti , creano il paradiso , la gioia dentro di noi ,  ci spezzano la vita senza muovere un dito…o fanno inaridire i nostri pensieri transformandoli in deserti privi di semi.

Quante letture trasformano una vita, mettono le ali alle speranze , aprono la strada per la realizzazione di un sogno.

A me è successo, a noi è successo.

Un autore con la sua arguzia , la sua conoscenza della storia e delle motivazioni profonde di una terra, ha saputo trasporre nei suoi scritti l’essenza di un’isola facendola divenire meta , aspirazione di individui a lei estranei.

I difetti atavici di un mondo intriso di contrasti sorprendenti , diventano fascino mistero , attrazione , la sua storia si fa mito, i suoi abitanti attori di un microcosmo del quale si vuole seguire le azioni , il divenire.

 Anno dopo anno , pubblicazione dopo pubblicazione un mito , un arrangiarsi pieno di umanità diventa voglia di entrare sulla scena , di vivere quel sottile piacere di stare tra mille contraddizioni e con una natura sorprendente che fa rivivere senza artifici ,un mondo antico dove la speranza lampeggia soltanto e minaccia di sparire…

Grazie Camilleri, grazie per le tue opere e il tuo Montalbano che ha facilitato , creato tutte le premesse per il mio ritorno nella terra che avevo cercato di dimenticare , per ignorare la parte più vera di me…

Grazie al forestiero che ha messo a disposizione la sua apertura verso un mondo che mi appartiene ma che so accettare solo attraverso …la sua mediazione.

 

E-vasi

Prigionieri del sole

evadiamo la notte

inseguendo frescure

 nere  oasi d’ispirazione

 

E il buio della notte

è una pausa per gli  occhi

torturati dalla luce

offuscati dal sudore

 

Poi le brezze artificiali

fan rinascere i pensieri

e le suppliche costanti

alla luce del giorno che clemente ritorni

un  lontano domani

 

Che anno é ?

 

Un piccione plana , solitario, lungo la provinciale che scorre sul fianco destro della valle. A tratti agita le ali come per attraversare più in fretta il vuoto pallido creato da un sole onnipossente che abbacina .

E’ un audace che va , simbolo di una resistenza fisica  o di una disperazione.

Dei fili di fumo si alzano dalle colline di Calatabiano  verso Castrorao :  i rari ulivi , ormai inselvatichiti, vengono avvolti  dalle fiamme e divorati , rapidamente.

I pastori ripetono il loro copione  estivo, riconfermando un’altra tradizione drammatica.

Una giornata forse meno afosa ma con un vento insidioso e, quando cala la notte , gli impotenti,  alla ricerca di un giorno di grandezza,  appiccano il fuoco.

Sono essi  davvero cosi ferocemente insensibili o solo  incredibilmente idioti da non capire quanto danno arrecano a tutti con la loro primitiva , incontrollabile passione per il fuoco ?

Dopo le 23,00 il fuoco raggiunge  i giardini davanti al Borgo.

Viene dato l’allarme . Non succede nulla.

Alle 2 del mattino lungo il lato superiore della strade tutto è in fiamme e l’incendio si estende verso le colline retrostanti. I vigili del fuoco vengono ancora contattati. Siamo in diversi per strada e la paura cresce , conoscendo la facilità con cui potrebbero accendersi  le piante di ulivo   intorno alle nostre abitazioni.

 Il fronte del fuoco si allarga a dismisura su Tremonti e verso Sant’Anastasio.  Anni di abbandono e la fitta vegetazione di rovi fanno  andare in fumo ulivi , roverelle , cipressi , abeti ,noci ,  eucalipti…e  piante di agrumi. I vigili arrivano e svegliano anche quelli che nel sonno avevano avvertito l’odore del fumo senza riuscire ad alzarsi.

Si interviene in tempo per salvare la prima casa lungo il fronte del fuoco , le abitazioni abbandonate ricevono il colpo di grazia…

Il giorno seguente,  le colline sembrano mostrare la loro ossature con terrazze in pietra mai viste negli ultimi decenni e con i tronchi degli alberi anneriti . Resta qualche ciuffo di verde sulle cime , piccole bandiere di foglie che possono solo dichiarare la resa totale alla follia di mezzi uomini, ominicchi senza coscienza sociale.

Alcune mucche passano tra gli sterpi,  ancora fumanti ,  cercano le compagne la cui fine ci è ignota.

Durante il giorno i canadair e  gli elicotteri fanno la spola  lungo la valle. Il vento continua a soffiare , purtroppo forte,  e diventa impossibile bloccare l’avanzata del fuoco.

Luongo il torrente Sorbera e sopra le gole dell’Alcantara bruciano ettari di vegetazione , preparando lo scenario a nuove , pericolosissime frane.

Quest’estate avremo una visione abbastanza nera del lato destro della valle e tanti soldi della comunità sono stati ancora una volta  dissolti tra la cenere , un colpo ulteriore alle fragili finanze di una Sicilia amministrata malissimo e abitata da troppi ignoranti che credono di avanzare e  essere  costruttori di una nuova epoca solo perché possiedono un iphone  e sanno inviare su you tube il frutto delle loro scellerate azioni di eterni , uomini incompiuti…

Il vento si è placato. Non si sente più il rumore allarmante dei passaggi nell’aria dei mezzi di spegnimento del fuoco.

Una cornacchia canta  , monotona , come una canna squarciata che batte il silenzio intorno al bagolaro.

I melograni e gli ulivi si muovono dolcemente  e  farfalle , piccole  bianche e gialle  macaoni e cavolaie , senza colori stravaganti,  volteggiano . Cicale e rondini friniscono  , cinguettano  , ma non sembrano  armonizzarsi con   la cornacchia un po’ prepotente che si sposta quando mi avvicino.

Harry viene a trovarmi nel mio rifugio vicino al canale, fra poco trasferirò  su Word  queste note e mi rendo conto  che tanti anni  sono passati  dalle estati brucianti di tanto tempo fa.  Il testimone mi è stato consegnato  ,  che questo è il luglio di  una nuova  estate e che nessuno altro sarà responsabile  per me se non sarà un’estate bella e  memorabile…

 

 

 

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