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Da quanto tempo Palermo ha dimenticato di essere una capitale?

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Sicula della costa orientale , conosco poco e male la città più popolata della Sicilia.
Poche occasioni rendono indispensabile un viaggio nel cuore amministrativo e politico dell’isola e sono ormai anni che anche per i giovani maschi non è più necessario il soggiorno a Palermo per la visita al Distretto militare.
In famiglia non abbiamo parenti all’Ucciardone , dunque , neanche l’altro bacino ha mai accolto dei miei familiari o richiesto la nostra presenza come cittadini.

Palermo da quanti decenni ha dimenticato di essere la capitale della Sicilia ?

Un agglomerato di periferie, strati di facciate incomplete , cadenti e di attività commerciali arruffate , caotiche , utilizzate da clienti che parcheggiano anche in doppia fila.

Una città vecchia ma senza il salotto buono , senza spazi verdi veramente a disposizione della collettività.

Le ville ,i giardini pubblici siciliani e di questa città , sono minuscoli ghetti verdi lontano dai bambini e dai quartieri dove vive la gente.
Ma neanche la fisionomia del loft calza bene a questa città, assolutamente non moderna perchè tutto andrebbe nascosto , per non avvilire i suoi abitanti , i visitatori.

Greti di torrenti cementificati e usati come discariche , spazi utilizzati per erigere baracche e capanni laidi.

Da quanto tempo non esiste o viene attuato un piano di rivitalizzazione della città?

Quale mentalità governa la sua vita quotidiana e gli eventi ?

Quale orribile filo conduttore le ha fatto attraversare i decenni senza farle modificare gli strati di polvere illegale che la ricoprono come un velo mortale ?

Palermo da quanto ha perso tutti i treni della funzionalità, quando ha smesso di essere struttura complessa al servizio del cittadino ?

Camminando a piedi e in macchina per le vie del centro o nella conseguente periferia mi chiedo :
come si cresce , si vive , si ama , si sogna in una città come Palermo ?

Quanta fantasia occorre per dimenticare , neutralizzare il brutto che invade ogni possibile spazio ?

Le facce di tanti palermitani , intraviste per strada , nei bar , nei negozi , sono spente , il mento dall’orgoglio smussato , ricurvo verso il collo , che racconta la scomparsa di ogni illusione , la rinuncia a idealizzare un modo diverso di vivere.

I turisti come in incognito, entrano senza farsi notare , quasi di nascosto, evitando le ostentazioni tipiche del turista gioioso che sta per condividere del meraviglioso , del fruibilie da godere senza vergogna.

Mimetizzati nei vari luoghi sacri , negli atri di San Giovanni degli Eremiti o della cattedrale. i turisti hanno accenti spagnoli e alcuni , americani.

Discendenti?

Chi osa venire a Palermo ?
Il centro antico della città sembra urlare il bisogno di essere rimodernato, rivitalizzato, rivestito di dignità.

La rete stradale e’ sottodimensionata ed è causa di continue congestioni del traffico.

Una città come Palermo dovrebbe essere un catalizzatore delle energie sparse sul territorio, proporre grandi iniziative culturali, produttive, urbanistiche.

Ciò che si puo’ vedere invece è il non progetto , il lasciar andare cosi tipico di una mentalità sanguisuga , profittatrice , inetta e maligna , che ignora il presente e non conoscerà mai il futuro come progetto ma solo come conseguenza terribile della propria cultura ignorante e ricca solamente di avidità.

Ho camminato per le vie del centro .
Gli osceni edifici , cadenti non amati , con i panni stesi sul balcone che sottolineano non certo la vivacità del luogo ma bensi il suo degrado .

Malgrado il periodo delle feste , non ho visto , percepito niente di gioioso come a Napoli.
Palermo è sontuosa e oscena e…triste.
Non sono mai riuscita ad amare Palermo e , nelle mie presentazioni agli stranieri , descrivo con entusiasmo i suoi monumenti belli , unici , preziose testiomonianze di altri governanti che l’hanno amata , valorizzata e vissuta con dignità , non posso mai finire senza una nota di insopprimibile tristezza per il suosaspetto globale , la sua impotenza di capitale mancata.

Un amico mi ha fatto conoscere meglio lo straordinario successo di una pianta tropicale in Sicilia, in particolare a Palermo. la plumeria , il frangipane la pomelia, arrivata nel suo Orto Botanico nel ’700.

Mi piace chiudere questa riflessione con l’immagine dei fiori di questa pianta che ornano i balconi trasformandoli in piccole baie magicamente profumate e dalla bellezza che si riproduce con facilità a ogni primavera , estate a ogni talea , a ogni gesto di riproduzione volontaria di armonia e di rispetto per la natura e per i suoi fruitori , gli uomini.

A suivre…

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